Attenzione
Coronavirus, ristoranti e parrucchieri cinesi arrivano le chiusure “forzate”
A Massa tre locali di cucina orientale tirano giù le saracinesche A Carrara scattano le ferie obbligate per due saloni. La clientela è in forte calo
MASSA-CARRARA Mentre a Carrara chiudono i parrucchieri, a Massa a registrare un crollo sono i ristoranti cinesi. Tre al momento quelli chiusi fino a data da destinarsi, mentre sembrano resistere i ristoranti giapponesi nonostante il notevole calo delle prenotazioni subito nelle ultime settimane. A dirlo sono gli stessi ristoratori, quelli che hanno accettato di raccontare in che modo la comunità cinese sta vivendo la diffusione del coronavirus. Inutile negarlo: pur non essendo stati contagiati dal batterio, l'impatto che il virus ha avuto, e continua ad avere, sulle loro vite è stato reale e per niente piacevole. E se di positivo c'è che in provincia non si sarebbero verificati episodi di natura razzista o violenti, di negativo ci sono i pregiudizi che allontanano i clienti dai ristoranti di cucina asiatica.
E c'è chi, sperando che questo brutto periodo passi in fretta, ha deciso di chiudere per un po'. Succede a Marina di Massa: "Chiuso", si legge sulla porta d'ingresso della Grande Cina, il ristorante cinese che in estate e in inverno mostra sale affollate e personale indaffarato nel servire i tavoli. Sulla pagina Facebook del locale non vi è traccia della data di riapertura ma solo commenti di apprezzamento lasciati dai clienti nei mesi passati. A chiudere è anche il ristorante Sushi ten di cucina giapponese, che ha aperto solo qualche mese fa prendendo il posto del bar Battistini, a Massa.
Accanto al cartello "Chiuso" che si può leggere passando davanti al locale di via Eugenio Chiesa, è stato accostato l'articolo di giornale in cui il sindaco di Massa posava con i gestori del locale. Una foto per auspicare di andare aldilà dei pregiudizi "trasmessi" dal virus, che però non ha funzionato. Il locale è chiuso e non si sa quando riaprirà. A non dare segni di vita, è anche il ristorante giapponese Sashiko, sul litorale di Marina di Massa. Tutto chiuso, telefono staccato. A vedere da fuori non sembra che dentro il locale ci siano dei cuochi pronti a riscaldare i fornelli ed aprire i battenti. Resistono invece due ristoranti giapponesi: il Nori alla stazione di Massa, dove Yan Ha, uno dei gestori, racconta di aver subito un forte calo ma di non avere intenzione di chiudere il ristorante, e l'Osaka di via Aurelia
E intanto, a Carrara, chiuso il negozio di parrucchieri cinesi di via Roma fino a data da destinarsi. Lo deciso lo stesso titolare nella giornata di giovedì 27 febbraio. Fuori dalla porta ha appeso un cartello che recita così: "Avviso alla gentile clientela. In merito alla situazione sanitaria attuale, il nostro esercizio ha deciso di sospendere le attività dalla data odierna a data da destinarsi, per dare un contributo alla comunità e tutelare la salute di tutti. Ringraziamo in anticipo la vostra comprensione". Un gesto di grande civiltà che l'attività si è auto imposta. E questo nonostante il titolare e la sua dipendente italiana godano di ottima salute.
Nessuno dei presenta sintomi in alcun modo ricollegabili al Coronavirus. Simili decisioni sono state prese anche da altri titolari cinesi di attività commerciali, non solo in città ma anche ad Avenza. La chiusura del negozio di via Roma è stimata in circa due mesi dal 27 febbraio. —
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