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Ristorazione -70% e camere di hotel vuote, aziende apuane in crash e stipendi a rischio
Parlano Confcommercio, Confartigianato, Cna e Federalberghi: «Psicosi e paura del contagio ci stanno mandando in crisi»
Massa Carrara La paura per il coronavirus e la psicosi del contagio po in luoghi affollati, ha portato ad un unico risultato: poca gente per le strade, nei ristoranti, nei bar, negli alberghi e, in generale, una tendenza a chiudersi in casa che oggi, le associazioni di categoria, ma anche le istituzioni, ritengono «immotivata». Se non si esce di casa, d’altra parte, non si acquista nei negozi e non si consuma nei bar e nei ristoranti. Annullate le cene, i pranzi di lavoro, la pizza con gli amici.
E così arriva la stangata: sono passate due settimane dallo scoppio dei primi casi di Codiv-19 e per Confcommercio il calo di ingressi nel campo della ristorazione sulla costa apuana è del 70 per cento «Preso atto– dichiara Giuseppe Pieretti, presidente di Confcommercio Massa-Carrara– che esiste una criticità e che nessuno vuole ignorare l’importanza delle precauzioni e della prevenzione, invitiamo i cittadini a non aumentare il danno, già grosso, alla comunità». Pieretti conferma che il settore più colpito, al momento, è quello della ristorazione: «Per due motivi– spiega– sia perché la gente ha speso molti soldi in provviste, e non intende spenderne per il superfluo, sia perché hanno paura a stare in luoghi solitamente affollati e quindi disertano pizzerie, ristoranti e anche bar. Il calo è del 70% in meno di fatturato».
Preoccupata e arrabbiata anche Cna di Massa-Carrara: «Situazione gestita male a danno dell’economia; disdette, ritardi e blocco delle forniture per le aziende apuo-lunigianesi». Nel lodigiano e nell’area finita in quarantena della Lombardia si trovano diverse multinazionali e moltissime aziende che riforniscono, per esempio, la componentistica del settore impiantistico e non solo. La paura del coronavirus rischia di paralizzare il sistema economico del paese, fermare i cantieri e le imprese. «Un effetto che purtroppo stiamo già vedendo – anticipa Paolo Bedini, Presidente Cna Massa-Carrara – Il clima catastrofico, da apocalisse, è stato il peggior atteggiamento che si potesse mettere in campo. Il mondo ci ha guardato e ci ha chiuso fuori. Un mese in questa situazione significa mandare in crash le imprese che non saranno in grado di pagare gli stipendi a fine mese, troncare intere filiere e paralizzare l’economia reale».
A rischio l’economia locale anche per Confartigianato: «Turismo e commercio già in grande affanno– dice la sezione di Massa-Carrara– Se la situazione dovesse protrarsi a lungo, serviranno aiuti alle imprese da parte della Regione e del governo e comunque le ripercussioni sulle imprese e sui lavoratori potrebbero essere davvero pesanti, con effetti amplificati per la provincia di Massa-Carrara, che già stentava rispetto ad altre realtà vicine. Dai dati che stanno emergendo, anche a livello internazionale, è evidente che è maggiore la paura percepita rispetto alla reale portata del problema a livello sanitario. È chiaro che, però, il perdurare di questo stato di paura generalizzata potrà avere effetti collaterali nell’economia e in tal caso crediamo che sarà necessario che la Regione Toscana valuti la richiesta dello stato di crisi, e lo stesso governo vari misure di emergenza, come il taglio netto di imposte e bollette».
La direzione della Confartigianato apuana analizza così la situazione e conclude: «Combattere questa emergenza legata alla diffusione del coronavirus, sia chiaro, è per tutti noi un dovere – conclude Confartigianato – ma dobbiamo contrastare anche gli effetti collaterali del virus sulla nostra comunità». —
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