Il Tirreno

i provvedimenti 

Noa: controlli all’ingresso e bisogna lavarsi le mani

Manuela D’Angelo
Noa: controlli all’ingresso e bisogna lavarsi le mani

Due oss muniti di disinfettante fermano i visitatori prima di entrare ai reparti Obbligatorio anche rispondere ad alcune domande su possibili sintomi influenzali

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«Signori prima di entrare dovete lavarvi le mani»; «Ha febbre? Tosse?»; «Avete avuto contatti con persone delle zone rosse?Avete parenti tornati da zone contagiate?». Disinfettante, mascherine e guanti: non importa quante volte si fa avanti e indietro. Per entrare al Noa, l’ospedale delle Apuane, bisogna passare attraverso i controlli ordinati da Asl e Regione Toscana.

Una mattinata quasi come tutte le altre all’ospedale di Massa, ma con la fila all’ingresso per lavarsi le mani: nell’ora di punta, ad esempio, quando si sono aperti i passi per i visitatori in tutti i reparti dell’ospedale, la gente a cui è toccato mettersi in fila è stata tanta. Bisogna disinfettarsi, dicono due oss, che a turno rimangono a gestire il pubblico in entrata e ad ogni persona che arriva non mancano di dare tutte le indicazioni necessarie.

È questa la novità di questi giorni di massima attenzione per il coronavirus. Nulla può essere lasciato al caso. Si arriva davanti all’ingresso principale del Noa, si aprono le porte e ci si trova davanti un banco pieno di disinfettante per mani, di quello professionale e di contenitori di mascherine e guanti; sui banchi sono stati attaccati due fogli con su scritte delle domande a cui l’utente che vuole entrare in ospedale deve rispondere. Viene chiesto, nello specifico, se riportano i classici sintomi influenzali, come tosse e febbre. Se la risposta è “sì” gli viene consegnata una mascherina, che serve solo per proteggere i malati dai possibili batteri. Le altre domande riguardano il possibile contatto con persone provenienti dalle zone rosse: e lì, come ammettono tra di loro gli oss parlando, si va un po’ a fiducia, sperando che la gente abbia capito che la responsabilità, in questo frangente, è indispensabile.

Ma cosa accadrebbe se qualcuno dovesse improvvisamente ricordare di aver avuto contatti con gente di Lodi, ad esempio? In quel caso, pur essendo già tardi, non potrebbe entrare in ospedale e verrebbe preso in carico da altro personale.

Insomma: un filtro davanti al Noa che era necessario e che la gente ha dimostrato di apprezzare. Nessuno si è lamentato, tutti hanno collaborato, risposto alle domande, e ringraziato il personale per le accortezze. Questo filtro, va ricordato, non ha nulla a che vedere con il pre-triage che, frattanto, si svolge fuori dal pronto soccorso. La tenda montata dalla Protezione civile, che deve accogliere i pazienti potenzialmente infetti, senza farli passare dal pronto soccorso è attiva davanti a tutti gli ospedali della Provincia, oltre al Noa, anche a Fivizzano e Pontremoli.

Il sindaco di Tresana Matteo Mastrini, sulla sua pagina facebook, ha parlato ai cittadini: «Le tende allestite dalla Protezione Civile non servono a creare allarme, ma a limitare gli accessi ai pronto soccorso, evitare di congestionare gli ospedali e salvaguardare la salute di chi è ricoverato per altre patologie nei reparti ospedalieri. D'altronde la prevenzione è lo strumento più importante per rallentare e limitare un virus che, pur avendo bassi tassi di mortalità, è particolarmente contagioso ed espone a rischi. Ringrazio i volontari della Protezione Civile che stanno lavorando per tutti noi» —

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