Gioco
I ragazzi in Lunigiana disertano la scuola Valettini: «Non condivido, non c’è motivo»
Gli studenti lamentano il rischio di contagio per via della vicinanza con La Spezia. Picchi dell’80% di assenti
Lunigiana. «Il nome! Vogliamo il nome!». Questo è stato il mantra ripetuto ieri da alcune persone nelle piazze reali e virtuali. In particolare nella popolosa frazione aullese di Albiano Magra, dove si trova in quarantena, da mercoledì, un uomo che ha avuto contatti con una persona di La Spezia, risultata poi contagiata dal coronavirus. Ma questo accade nonostante l’uomo in quarantena non abbia sintomi, né febbre, né tosse, neanche un po' di raffreddore. E a passare dalle barricate contro la ditta Costa a quelle contro il coronavirus è Walter Moretti, albianese doc: «Siamo preoccupati, certo che lo siamo, vogliamo sapere chi è questa persona. E non ci si venga a dire che non ha sintomi, non significa nulla. E stiamo insistendo col sindaco di Aulla affinché ci dica chi è». Ma Roberto Valettini è perentorio su questo punto: «C’è una cosa che si chiama privacy, è bene che si sappia. Questa richiesta spasmodica e morbosa di sapere chi è, non mi piace, è immotivata, è irrazionale. E poi una volta saputo chi è che si fa?».
E il primo cittadino aullese non è tenero nemmeno con le ragazze e i ragazzi del liceo classico “Giacomo Leopardi”, i quali giovedì 27 marzo hanno, in larga parte, scioperato, assieme agli altri istituti superiori lunigianesi, per chiedere la chiusura delle scuole. Gli studenti hanno prodotto anche un documento, inviato alla Regione Toscana, alla Provincia di Massa Carrara e a tutti i sindaci della Lunigiana, che sintetizza le loro preoccupazioni: «Siamo zona confinante con Liguria ed Emilia Romagna, Regioni in cui sono stati confermati casi di Covid-19. Molti nostri autobus percorrono tratte a La Spezia, zona con casi accertati. La Lunigiana dovrebbe essere considerata una zona a sé stante, dal momento che è più esposta al contagio».
Ma Valettini è tranciante: «Anche io, quando ero giovane, ho fatto scioperi e occupato, ma noi lo facevamo per ragioni ben diverse e guidati da valori ben più alti. Quindi, voglio dire chiaramente che non condivido, nel modo più assoluto, le motivazioni di questo sciopero. Perché non c’è una situazione che lo giustifichi. Altrimenti cosa facciamo? Chiudiamo tutto? Ma se chiudiamo tutto, chiudiamo anche i centri commerciali, dove a tanti ragazzi piace trascorrere intere giornate». Non solo: ieri mattina Valettini ha avuto anche un momento di confronto con una quindicina di studenti del liceo aullese, i pochi che sono entrati nelle aule nonostante fosse in programma lo sciopero.
In particolare nel documento inviato gli studenti specificano come gli autobus utilizzati per il servizio di trasporto pratichino anche tratte a La Spezia, dove sono stati registrati diversi casi, e che l’unico treno a loro disposizione per raggiungere le sedi scolastiche sia il 2116, operante sulla tratta Livorno-Fornovo, e legato ad un’altra zona rossa. Alla richiesta è seguito lo sciopero: nella mattinata di giovedì pochi sono stati coloro che sono risultati presenti nelle loro classi, utilizzando i social per coordinarsi in questa protesta. I tre licei Lunigianesi, lo scientifico di Villafranca, il classico di Aulla e il linguistico di Pontremoli, hanno fatto registrare solamente il 20% delle presenze. Percentuale più alta al Pacinotti di Bagnone con la frequenza che si è attestata intorno al 50%: sul totale di 669 erano presenti 335 discenti.
A fare da contraltare all'apprensione dei ragazzi c’è la ponderatezza del corpo insegnati chechiede di mantenere il contatto con la realtà, evitando allarmismi, cercando rifugio nell’esecuzione della profilassi lanciata da Regione ed Asl ed informando gli allievi sulle corrette modalità di interfaccia con il rischio biologico. Una sorpresa, non certamente positiva, quella di trovare così pochi studenti all'interno del plesso scolastico, soprattutto a Bagnone dove il corpo docente del Pacinotti aveva già allestito l’edificio con i volantini delle dieci prassi consigliate dalla Regione, ma soprattutto aveva adottato un mezzo straordinario di prevenzione per l'intervallo, decidendo di svolgerlo a gruppi, scaglionando le classi ed evitando la ressa e la calca che solitamente si verificano in questo break mattutino. Gli insegnanti degli Istituti superiori hanno chiesto più misura nell'affrontare questa emergenza da parte degli studenti, comprendendo le ragioni, ma non ritenendole applicabili in quanto i casi in Toscana sono praticamente nulli.
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