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Massa

Costa ko dopo la mareggiata: «Stagione estiva a rischio»

Manuela D’Angelo
Costa ko dopo la mareggiata: «Stagione estiva a rischio»

Luca Vece del bagno Ida: «Ripascimento come un granello di sale in un bicchiere d’acqua».  Lungomare chiuso per detriti in strada e foto spaventose del gradino al Tropicana

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Massa Immaginate di prendere un granello di sale grosso da cucina e di immergerlo in un bicchiere d’acqua. Non accade nulla. Ed è la stessa cosa avvenuta sul litorale apuano in tutti questi anni, decenni, quando hanno immerso un granello di sabbia nel mare, spacciandolo per ripascimento.

L’esempio è di Luca Vece, balneare, titolare dello stabilimento Ida, al momento uno dei più colpiti dall’ultima mareggiata. Accanto a lui il ristorante Delfino. Entrambi hanno decine di migliaia di euro di danni, anche se sono stanchi di “quantizzare”; entrambi hanno visto nei giorni scorsi il mare passare sotto le cabine, sotto le strutture fisse e invadere il parcheggio e la strada. «Sono stanco di dover dire sempre le solite cose – ci confida Vece – La verità è che non si può affrontare una stagione estiva in queste condizioni. A tre mesi dall’apertura degli stabilimenti non esiste più spiaggia. La categoria paga le tasse comunque, e le istituzioni non fanno più nulla di concreto. Soldi gettati in mare, ripascimenti inutili, perché la sabbia non aveva la giusta cubatura. Come una granello di sale in un bicchiere d’acqua. È tutta la costa che sta morendo, non certo soltanto il mio stabilimento. E quindi è un problema che dovrebbe riguardare tutta la comunità, non solo noi balneari».

Giovedì 27 febbraio era previsto un sopralluogo dell’assessore ai Lavori pubblici del Comune di Massa Marco Guidi, con il delegato alla costa Marco Amorese, rimandato in parte per il maltempo che ha imperversato dalle 15 in poi. Un punto sui lavori antierosione e sui futuri ripascimenti verrà fatto nei prossimi giorni, a mareggiata terminata, e davanti alla conta dei danni.

Intanto un tratto del Lungomare, nella parte finale verso le colonie, è stato chiuso al traffico, per il riversarsi di detriti di costa sulla strada. La fotografia scattata da Ivo Zaccagna, rappresentante del comitato degli alluvionati, non lascia adito ad interpretazioni. E poiché accade oramai ogni anno, dopo le mareggiate più forti, è pacifico affermare che le misure prese dai tecnici non sono servite, né bastate.

Come “normale” ormai per chi vive la costa di Marina, è vedere lo scalino che si crea, dopo le mareggiate, ogni anno sempre più alto. Quest’altra foto è stata scattata da Umberto Nesi, un residente della zona, imprenditore massese, da sempre interessato ai problemi dell’erosione costiera. «Mi trovo– scrive sulla sua pagina facebook– davanti all’ultimo pennello (scogliere) ortogonale alla costa, vicino bagno Tropicana. Sono anni che “urlo” che queste barriere non servono a niente ai fini del contrasto dell’erosione». Così ad ogni mareggiata si ripetono appelli, si fanno bilanci, si spera nei miracoli. E la stagione si avvicina: anche Pasqua è alle porte e inizia l’affannosa ricerca della sabbia per i “costosi” ripascimenti, che poi, tra un anno, ritroveremo dispersi in mare, come se nessun lavoro fosse stato mai eseguito.
 

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