Gioco
Ceccarelli attacca: «È un grave danno d’immagine»
Il medico di base Tarabella: «Nessuna preoccupazione o allarmismo ingiustificato» Ma i sentimenti sono diversi: «Persone irresponsabili»
MASSA. Tra chi vive in Partaccia un po’ di preoccupazione c’è, ma fino ad un certo punto. Nessun scenario da panico: le persone continuano a vivere la propria quotidianità come nei giorni passati, certamente con maggiore apprensione, ma senza che ciò sfoci in isterie collettive o in assalti ai supermercati come in altre zone d’Italia.
Il dottor Carlo Tarabella, ad esempio, ci ha fornito la misura delle preoccupazioni: «Questa mattina (ieri, ndr) ero in ambulatorio, e non ho ravvisato pazienti soggetti a questo tipo di timore; è stata una mattinata come tutte le altre: nessun caso di allarmismo». Naturalmente, le persone devono seguire gli accorgimenti del caso: «Oltre alle consuete norme sanitarie, come lavarsi le mani, evitare luoghi affollati, coprirsi bocca e naso in caso di starnuti e colpi di tosse, ho raccomandato alle persone di evitare di affollare le sale d’attesa degli ambulatori; non tanto per il coronavirus, ma per le altre forme virali». Ma un po’ di preoccupazione c’è, ed è comprensibile.
«È da questa mattina che ricevo chiamate di persone preoccupate da quanto letto sui giornali. Devo dire che questa cosa ha stupito anche me, ma ho invitato e invito tutti alla calma. La macchina sanitaria è già attiva e bisogna basarsi sulle informazioni che rilasciano, non sulle voci» racconta Ivo Zaccagna, presidente del Comitato alluvionati 2012 Ricortola Casone Bondano Partaccia. Girando per la zona poi, si nota molta tranquillità: le attività commerciali sono regolarmente aperte, all'infopoint dell'Asmiu le persone vanno e vengono per ritirare i bidoncini della raccolta differenziata dei rifiuti. In molti sono più preoccupati per le forti raffiche di vento che per i presunti contagi, e c'è persino chi fa dell'ironia su questa vicenda.
Chi invece non intende fare ironia, ed anzi è molto arrabbiato, è Franco Ceccarelli, residente della zona che punta il dito sulle persone che hanno scelto la nostra zona per auto-isolarsi, in quarantena volontaria: «Queste persone sono provenienti da una “zona rossa”, mettendo in pericolo moltissime persone e creando un grave danno d'immagine alla zona, ai commercianti, al turismo. Io farei pagare di tasca loro le spese che la collettività si dovrà sobbarcare per il loro scriteriato gesto. Il sindaco deve fare il punto della situazione e deve dare risposte: bisogna capire dove sono stati, se le scuole devono restare aperte, se si possono fare gli eventi culturali e sportivi in programma».
In zona Partaccia e limitrofe c’è quindi un insieme di sentimenti, che vanno dalla preoccupazione, alla prudenza, alla rabbia per un comportamento che si poteva evitare. —
Ivan Zambelli
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google