Sicurezza
Bed-in: un girotondo di vette apuane che cade a terra
Ancora un giorno della manifestazione in piazza mercurio a Massa per protestare contro lo sfruttamento delle cave
MASSA. Un girotondo colorato che unisce le mani di un gruppo di giovani.
Indossano i nomi delle vette che compongono le Alpi Apuane e girano in cerchio mentre in sottofondo la musica riempie piazza Mercurio. L'atmosfera è allegra e a tratti carnevalesca durante la prima parte del flash mob realizzato ieri dal movimento Fridays For Future Massa e dal collettivo studentesco Tirtenlà.
Poi in una manciata di secondi cambia tono: ogni persona che si trova dentro al cerchio, ogni vetta che compone le Apuane, viene come chiamata da una voce e di lì a poco “crolla” a terra. «Questo flash mob rappresenta la morte delle Apuane», spiega Gioia Giusti al termine dell'iniziativa. A quella voce, a quel “richiamo del profitto”, i giovani ambientalisti rispondono con una manifestazione ricca di colori, come a voler tracciare una linea tra ciò che è spento, freddo, grigio, e ciò che sono loro: ventenni, con tutta la voglia di cambiare il sistema estrattivo del marmo apuano.
«Simbolicamente vorremmo dare alle Alpi nuovamente vita attraverso i colori. Per noi rappresentano la speranza», continua Giusti.
Sono giovani, certo, ma rappresentano il futuro. E sono consapevoli che ciò che faranno oggi contribuirà a renderlo come desiderano loro. «Noi non siamo rassegnati a vedere le montagne così – continua Giusti - Nel territorio è difficile far emergere il problema dell'escavazione, anche perché abbiamo dietro di noi degli industriali che lavorano per far esaltare i posti di lavoro creati dal sistema estrattivo. Però non guardano in faccia gli effetti dell'estrazione. E questo a noi sembra un ricatto».
Musica e teatro alla due giorni contro l'escavazione e la riapertura di sette cave inattive realizzata dai giovani del Fff. Il tutto si è tenuto in “compagnia” di un letto, come nella protesta pacifica contro la guerra in Vietnam di John Lennon e Yoko Ono del 1969. Da quel letto sabato pomeriggio avevano parlato tanti ambientalisti e giovani cittadini per far sentire la loro voce. Poche però le persone presenti al flashmob di ieri, che comunque è stato un passo importante per la comunità: «Anche se non sembra, anche se la città non appare scossa da questa manifestazione – interviene Sara Ferrari di Fff - crediamo che Massa abbia bisogno di queste iniziative, servono per stimolare un cambiamento attraverso l'arte e la cultura».
Oltre il profitto, per la cultura, sono ventenni ma cresceranno. E hanno tutta la voglia di cambiare quel sistema che li obbliga a dare un valore economico a tutto.
«La cultura può sottolineare i problemi che derivano dall'escavazione – commenta Carlotta Palagi di Fridays For Future – ma anche il vero valore delle Alpi Apuane. Lo può fare dando modo alle persone di vedere le montagne sotto un aspetto diverso, non soltanto come una fonte di ricchezza materiale, ma anche come una ricchezza in termini di biodiversità e di storia locale». —
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