Il Tirreno

a licciana 

L’affondo di Michela Carlotti al sindaco Renzo Martelloni

Cristiano Borghini

La questione e la polemica riguardano l’avvicendamento “a porte chiuse” alla carica di vicesindaco tra Barbara  Germi e Omar Tognini

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LICCIANA.Sull’avvicendamento “a porte chiuse” alla carica di vicesindaco tra Barbara Germi e Omar Tognini, che ha scatenato la reazione della minoranza consigliare liccianese, interviene anche la ex reggente Michela Carlotti, che traghettò il Comune alle elezioni anticipate dopo la prematura scomparsa del Sindaco Belli. «La gallina ingorda si strozzò. Con questo monito riassumo i comportamenti degli attuali amministratori. Anzi, devo precisare che la mia critica resta circoscritta ai protagonisti che a maggio scorso hanno interrotto il bel progetto politico a cui io stessa avevo aderito nel 2017: Martelloni, Germi e Tognini. – afferma Michela Carlotti – Dopo appena pochi mesi, la loro falsa tregua elettorale è esplosa come una bomba ad orologeria che aveva i minuti contati, come avevo pronosticato un anno fa».

Michela Carlotti fa un passo indietro, provando a ricostruire la vicenda attuale alla luce delle dinamiche occorse al momento della sua esclusione dal ruolo di candidato sindaco: «Mentre ero in sommessa reggenza del Comune di Licciana Nardi, non mi sono accorta che Martelloni lavorava alla sua autocandidatura. Per convincere gli altri ad appoggiarlo, ha fatto di tutto e promesso evidentemente le stesse cariche. Quando l’ho scoperto, ho deciso di abbandonare la politica, ma sapevo che i nodi sarebbero venuti al pettine». La ex reggente invia velenosi strali all’indirizzo della governance liccianese.

«Questi signori si sono dati da fare per spartirsi le cariche: lo conferma la stessa lettera di Martelloni con cui lui solleva la Germi dalla carica di vicesindaco per precedenti accordi. In realtà, se Tognini gongola, la Germi è furibonda. Tutto ciò, è la conferma dei personalismi che li hanno spinti a tramare alle mie spalle ed anche di un modo autoreferenziale di lavorare: Martelloni- continua la Carlotti - si comporta come un uomo da Prima Repubblica che non ha nemmeno pudore a parlare di accordi di spartizione delle cariche. Infatti, gli altri candidati della sua lista potevano anche prendere più voti di Tognini e della Germi, ma la torta era già spartita. Brutto modo di far politica e molto poco rispetto degli elettori».

Michela Carlotti invita quindi la maggioranza a rispondere a tre quesiti, ritenuti fondamentali per comprendere il futuro prossimo di Licciana: «Come farà Tognini a gestire tutte le deleghe che ha accentrato su di sé, visto che era già in difficoltà con le precedenti? Cosa farà la Germi dopo essere stata spodestata dalla carica a cui ambiva così tanto da voltarmi la faccia? Quale sarà - conclude il suo intervento la Carlotti - la prossima mossa di Martelloni per governare da solo, senza noie?» —

Cristiano Borghini

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