Sicurezza
In piazza il dialogo tragicomico tra due montagne
Sono giovani, sono pieni di speranze per il futuro, una generazione che non si accontenta, che rinuncia allo struscio del sabato pomeriggio per manifestare, gridare, far sentire la propria voce.
Il collettivo Tirtenlà e gli attivisti del Friday for Future ieri pomeriggio hanno manifestato per la salvezza del le Alpi Apuane, attraverso il primo bed-in di piazza Mercurio: una forma di protesta non violenta, come fecero nel 1969 John Lennon e Yoko Ono contro la guerra in Vietnam. Un piccolo grande successo a Massa, per essere la prima volta che la città andava “a letto con le Apuane”. Per loro tutto nasce dal pericolo che a Massa possano essere riaperte sette cave dormienti, quando verranno approvati i Pabe e il regolamento degli agri marmiferi del Comune e per l’ambiente sarebbe un disastro annunciato. Un po’ come la guerra del Vietnam.
Il materasso è stato posizionato di fronte alla grande piazza; intorno tanti cartelli, palloncini, lavagne su cui scrivere ogni pensiero, qualcuno forse profetico: “Un giorno le montagne si vendicheranno”. Ci sono le sagome di cartone delle Apuane e lo striscione: “Non ci caverete il futuro”; ci sono giovani cantautori, come Mattia Bonetti, che ha preso la chitarra e ha dedicato al pubblico una sua canzone, con strofa in lingua Sabir, che è stata una preghiera alla libertà, mentre Sara Ferrari lo accompagnava con il flauto, a gambe incrociate sul letto, dopo essersi tolta gli anfibi.
Ci sono anche Gioia Giusti e Irene Guidi, studentesse universitarie di 21 anni, che hanno scritto un dialogo tragi-comico tra due montagne. Irene interpreta una montagna a cui hanno tagliato la testa, il cucuzzolo; Gioia è invece una vetta diventata una vasca da bagno di marmo. Parlano come fossero due vecchie amiche che si lamentano dei propri guai: «Mi hanno tagliato la testa – dice Montagna Irene (che interpreta cava di Gioia)– ma in cambio mi hanno regalato un murale colorato. Sai, amica mia, è come se a qualcuno tagliassero un braccio, ma per farlo stare tranquillo gli tatuassero l’altro».
«Io non avrei mai voluto diventare una vasca da bagno. Sono bella certamente– dice Montagna Gioia– Ma sono pur sempre una vasca da bagno. Io che volevo restare qui tra la mia gente e invece viaggio di casa in casa, senza più radici».
In piazza Mercurio c’è un gran passaggio di gente: non tutti si fermano, ma molti curiosi rimangono; scettici, distratti, diffidenti, non importa. Il risultato è raggiunto. «Volevamo manifestare in un modo alternativo, diverso– dice Margherita Cantarelli del collettivo Tirtenlà– Se qualcuno oggi si è accostato alla nostra battaglia, anche solo per un minuto, noi abbiamo raggiunto il nostro scopo». Tra tutte queste voci e colori nuovi, c’erano anche i “veterani”, Wwf, Legambiente, Tam, 31 Settembre, Pietra Vivente: i giovani hanno bisogno della loro guida e loro hanno promesso, sopra un letto, di esserci. —
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