Sicurezza
Frugoli (Lega) a Stella per ricordare Pertini Alla sindaca una lettera
massa È arrivato il giorno delle scuse per Filippo Frugoli che, come promesso, stamattina si trova a Stella, in provincia di Savona, per partecipare alle celebrazioni del trentennale della morte di Sandro Pertini.
La ferita per il “guaio” combinato circa un mese fa, è ancora aperta, ma il giovane consigliere comunale della Lega vuole mettere la parola fine all’accaduto. Aveva scritto sulla sua pagina facebook che l’ex presidente della Repubblica, il più amato dagli italiani, aveva ucciso molti fascisti e si era dichiarato appartenente alle brigate rosse. Frasi che gli sono state fatali e che nessuno, politicamente, gli ha perdonato. Quando la sindaca di Stella, città natale di Pertini, ha scritto al Comune di Massa una lettera piena di tristezza per l’accaduto, invitando tutta l’amministrazione a partecipare (per rimediare) alle celebrazioni del trentennale della morte del presidente, Francesco Persiani ha garantito la presenza del giovane Frugoli, che con sé porta una lettera da consegnare nelle mani della prima cittadina.
Frugoli è partito alla buon ora, accompagnato dal padre, per Stella San Giovanni. «Parteciperò alle celebrazioni per il trentennale della scomparsa del presidente Sandro Pertini– ci dice poco prima – Spero che la sindaca mi riceva, le consegnerò la lettera che Persiani ha scritto a lei e alla sua gente. Mi scuserò. Rimarrò anche per il corteo fino alla tomba di Pertini, per la deposizione dei fiori». Basterà a far placare le polemiche?
Intanto, l'associazione Trentuno Settembre, che aveva chiesto all'amministrazione comunale di intitolare a Pertini il ponte che si trova al termine di viale Trieste, si toglie un altro sassolino dalla scarpa: «Il sindaco– dichiara– ha deciso invece di dedicare all'ex presidente il ponte parallelo, forse ignorando che quel ponte un nome già ce l'ha: fu detto della Liberazione con delibera di consiglio comunale approvata all'unanimità nel 1947, ai tempi del sindaco democristiano Guidoni. Ancora una volta, quindi, ci ritroviamo davanti agli occhi una giunta che vuole imbrattare la storia per ripulirsi la faccia. La faccia, poi, non ce la mettono mai i nostri amministratori, e disdicono all'ultimo minuto l'incontro con noi» —
Manuela D’Angelo
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