Il Tirreno

Commissione urbanistica sul posto: «Vogliamo vedere da vicino la situazione delle cave di Massa»

Camilla Palagi
Commissione urbanistica sul posto: «Vogliamo vedere da vicino la situazione delle cave di Massa»

Luca Guadagnucci (Lega): «Importante rendersi conto di persona». Alcuni siti in attesa di riapertura. Alberti (Pd): «Cresta degli Amari resti chiusa»

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Massa. Sopralluogo sulle Apuane per la commissione urbanistica del Comune di Massa. Ieri i consiglieri che ne fanno parte hanno visitato l'Orto Botanico di Pian della Fioba e da lì si sono diretti verso le cave circostanti. Dallo spazio verde sono ben visibili cava Madielle, cava Piastreta, le cave della Focolaccia, cava Cresta degli Amari e a poca distanza cava Valsora-Palazzolo. Nonostante le tante attività estrattive vicine, l'Orto in questi anni ha vissuto in relativa tranquillità, spiega Andrea Ribolini.

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«Gli ultimi sono stati anni relativamente tranquilli sotto il profilo dell'impatto acustico per motivi di abusi - racconta il responsabile dell'associazione Aquilegia - A cava Valsora l'attività è stata sospesa in quanto essendo stati commessi degli abusi al suo interno, i concessionari sono stati obbligati a sanarla per rimetterla in attività. Lo stesso è successo a cava Madielle dove in questi anni potevano essere portati a valle solo i blocchi già stoccati».. Dall'orto è ben visibile anche cava Cresta degli Amari, una delle sette cave inattive di cui è prevista la riapertura. «Da lontano si nota che la strada che porta a quella cava, che sembra quasi un taglietto nella parete – continua Ribolini- è quasi interamente rinaturalizzata». La cava avrebbe bisogno di un intervento di asfaltatura per essere utilizzata dagli ipotetici nuovi concessionari. E oggi sembra apparire parzialmente percorribile.

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«Queste visite ci permettono di capire se il piano conoscitivo portato avanti dai tecnici di Siena ha una sua coerenza - commenta Stefano Alberti (Pd) - Cava Cresta degli Amari è una cava che non ha le condizioni per essere riaperta: non è percorribile e su quel piazzale non si può lavorare. Andarla a riaprire sarebbe una follia». La commissione urbanistica va avanti e continua nell'approfondimento del quadro conoscitivo dei Piani attuativi dei bacini estrattivi redatto dal Centro di biotecnologie dell'Università di Siena per il Comune di Massa. Proprio lungo il confine che segna la fine della provincia, sorge cava Valsora-Palazzolo, ufficialmente attiva ma sospesa finché non verrà "rimessa in pristino". «Il ripristino non potrà mai essere ad uno stato ex ante - commenta il consigliere della Lega, Luca Guagnucci - E su questo tema stiamo lavorando anche nel regolamento degli Agri marmiferi perché il ripristino deve essere attuato prima del termine della concessione, altrimenti si rischia che una ditta fallisce e non sistema nulla. Come prima la montagna non ritorna, infatti è il grosso problema delle concessioni del marmo rispetto per esempio a quelle rilasciate ai balneari. Quando una concessione balneare termina, la sabbia viene restituita. Il marmo invece non si ricrea e una volta estratto non c'è più. Anche la sua tassazione deve essere giusta visto che in pochi vanno ad incassare per una ricchezza che è del territorio».

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Poi una nota a margine della visita: «Questi sopralluoghi sono necessari per una questione di serietà – continua Guadagnucci - I consiglieri con il loro voto vanno a decidere le sorti di un territorio, ed è chiaro che si debbano rendere conto de visu dell'impatto che queste le loro decisioni potrebbero avere». Una posizione condivisa anche dalla consigliera di Alternativa Civica, Dina Dell'Ertole: «Sono convinta che le ipotetiche cave in fase di riapertura debbano essere tutte visionate. Poi credo che la nostra montagna debba parlare un'altra lingua, quella del turismo». —

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