Sicurezza
Scarpellini (ex Astor) «Posso rinunciare ai soldi, no a spese a fondo perduto»
Sopralluogo ieri nella struttura di via Bastione con il sindaco e il proprietario. «Noi disponibili, un piacere vederlo riaperto»
«Le faremo sapere», ha detto il sindaco Francesco Persiani a Vasco Scarpellini, nota famiglia pisana, proprietario del cinema Splendor di via Dorsale e soprattutto dello spazio vuoto che fino al 2011 ospitava la sala di proiezione Astor di via Bastione, in pieno centro storico a Massa.
Il sindaco aveva annunciato a Il Tirreno di voler vedere di persona la situazione dell’ex Astor, che è al centro di ragionamenti per il suo rilancio (c’è una proposta sul tavolo presentata dall’associazione culturale Apuania Film Commission), con trasformazione in Centro congressi e cinema d’essai. E ieri mattina il sopralluogo c’è stato davvero. «Ci siamo lasciati come con l’ex sindaco Volpi cinque anni fa, poi lui non si fece più sentire. Spero che l’avvocato Persiani si comporti in altro modo», sottolinea Scarpellini.
Che comunque conferma l’interesse dell’amministrazione per la riapertura dei 400 metri quadrati (e un’agibilità di 500 posti a sedere) del vecchio cinema. Poi tra il pensare e il fare ci sono di mezzo i soldi, stimati in 350.000 euro per la sistemazione in termini di sicurezza dello spazio (scala di evacuazione, pannelli in plexiglass al posto delle ringhiere, porte antincendio e via dicendo). Ancora Scarpellini: «Io e la mia famiglia siamo disponibili ad esaminare ogni soluzione e a valutare quali sono i nostri oneri e i nostri ricavi, che possono essere anche morali, rivedere aperto l’Astor naturalmente sarebbe una bella cosa, vederlo chiuso e così sciupato per noi è un grande dispiacere».
Secondo l’imprenditore, «la soluzione più logica e razionale sarebbe trasformarlo in casa delle associazioni e Centro congressi, in molti ce lo chiedono da tempo, ci fa piacere questo interesse per il rilancio della struttura, siamo felici delle idee e delle proposte in campo, ma è tutto nelle mani dell’amministrazione che deve decidere cosa vuole fare». Su un punto Scarpellini è chiarissimo: «La nostra famiglia può rinunciare a dei soldi, ma certo non possiamo fare investimenti a fondo perduto. Altrimenti non avremmo chiuso l’Astor e aperto il multisala Splendor fuori dal centro». Denaro santissimo. Si legge come: i proprietari sono disposti a rinunciare all’affitto (ovvero affiderebbero l’ex cinema gratis) ma non certo a spendere quei presunti 350.000 euro per risistemarlo a norma di legge.
«Ribadisco: sono a completa disposizione dell’amministrazione comunale e delle associazioni, ma non posso certo nascondere che le mie aspettative sono piuttosto modeste», si fa cauto Vasco Scarpellini. Che comunque tiene il cellulare acceso, in attesa che qualcuno lo meravigli. —
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