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Inchiesta Fermet, indagati illustri per la prima volta davanti al giudice

Libero Red Dolce
Inchiesta Fermet, indagati illustri per la prima volta davanti al giudice

Dal gup a primavera dovranno presentarsi Emanuele Ricciardi, Giulio Andreani, Cerisano e Sergio Menchini

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MASSA. Rinviata l’udienza di fronte al gup Marta Baldasseroni dell’inchiesta che vede coinvolti personaggi di spicco del mondo delle professioni apuano per il caso del fallimento Fermet, allora guidata dall’imprenditore Alberto Ricciardi. I nomi sono quelli del fiscalista Giulio Andreani, dell’avvocato, professor Sergio Menchini, dell’imprenditore Emanuele Ricciardi e dell’ex dirigente dell’Agenzia delle entrate di Firenze Eraldo Cerisano. L’ipotesi accusatoria, formulata dall’allora procuratore capo Aldo Giubilaro, è di bancarotta fraudolenta. . Udienza lunga ma imperniata attorno a questioni procedurali, considerato anche che per la complessità della vicenda serviranno con tutta probabilità dei pareri tecnici e degli approfondimenti per distinguere le eventuali responsabilità e stabilire se archiviare o rinviare a giudizio le persone indagate.

Anche la prossima servirà a calendarizzare una serie di udienze considerato per l’appunto che gli approfondimenti da fare sono molteplici.

La Procura cominciò a indagare qualche anno fa e a inizio del 2018 arrivò a ipotizzare una sorta di complotto messo in piedi per portare al fallimento quella che fino a pochi anni prima era uno dei leader nella lavorazione di rottami di ferro e fornitura di materiali alle acciaierie.

Un colosso con fatturati che superavano i 200 milioni all’anno fino in ginocchio. Secondo la ricostruzione nelle carte della Procura fu Giulio Andreani a presentare nel 2012 una delle prime domande in Italia di concordato in bianco.

Procedura finita male, nonostante le rassicurazioni date – sempre secondo quanto emerge dall’ipotesi accusatoria – a Alberto Ricciardi. A curare la pratica c’era anche Sergio Menchini, docente di Diritto processuale civile all’università di Pisa.

La procedura andò male, nonostante le rassicurazioni date – e su questo si concentra la Procura – a Ricciardi.

Nel settembre del 2012 venne negato dal Consiglio di Stato il risarcimento, nello stesso giorno in cui partì la richiesta di concordato.

A indagare furono gli uomini del Nucleo investigativo dei carabinieri. Secondo la procura in un momento di difficoltà per l’azienda i professionisti avrebbero fatto fare a Ricciardi azioni tali da portare l’azienda al concordato che fu l’anticamera del declino di Fermet. Ora bisognerà vedere cosa riterrà la giudice Baldasseroni. –

 

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