Il Tirreno

LA DECISIONE DEL CSM

Il magistrato Piero Capizzoto torna a Massa da procuratore capo

Libero Red Dolce
Il magistrato Piero Alessandro Capizzotto
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Il magistrato Piero Alessandro Capizzotto

La sua nomina approvata dal Csm con 15 voti a suo favore. Facente funzioni nella procura di Lucca, si occupò del femminicidio Vannucchi

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Massa. C’è un nuovo procuratore capo a Massa-Carrara dopo quasi un anno di reggenza ed è il magistrato siciliano Piero Alessandro Capizzoto. La sua nomina è stata approvata ieri mattina dal plenum del Consiglio superiore della magistratura, con 15 voti a favore, quelli dei togati - tranne quelli del gruppo di Magistratura Indipendente - e dei laici del Movimento 5 Stelle Benedetti e Gigliotti. Prenderà il posto di un altro siciliano, Aldo Giubilaro, andato in pensione nel maggio scorso dopo otto anni di lavoro a capo della procura apuana.

Lo stesso Capizzoto, magistrato di lunga esperienza, in questi mesi ha retto la procura di Lucca, della quale è stato procuratore facente funzioni. Stesso ruolo ricoperto finora nella procura massese dal magistrato Marco Mansi, che ha “traghettato” la procura massese in questi mesi per via della sua maggiore anzianità di servizio. Per la carica di procuratore capo era stata in lizza anche la dottoressa Alessandra Conforti.

Per chi segue le cronache il nome di Capizzoto è indissolubilmente legato alla vicenda di un tremendo femminicidio: quello di Vania Vannucchi,uccisa dall’ex Pasquale Russo che la cosparse di benzina e le diede fuoco all’ex ospedale di Lucca. Capizzoto condusse indagini scrupolose, che in breve tempo portarono all’individuazione del colpevole - fu la donnna, ferita a morte, a indicarlo agli investigatori - incardinando le accuse dentro un quadro probatorio rigoroso. Il neo eletto procuratore capo di Massa chiese per il carnefice della donna l’ergastolo con l’isolamento diurno; alla fine fu ergastolo, sentenza confermata in Cassazione a luglio 2019.

Da otto anni Capizzoto si occupa di fallimenti e di reati legati alla pubblica amministrazione. E ha indagato anche su due dei recenti fallimenti della società calcistica rossonera della Lucchese.

A proposito di rossoneri, il magistrato originario di Barcellona Pozzo di Gotto è un appassionato del Diavolo. Non la creatura degli inferi, ma quello che abita la curva Sud di San Siro e fa battere i cuori rossoneri di Milano. Amante del bel gioco e del Milan degli olandesi di sacchiana memoria, da giovane per diletto calcava i campi da calcio con la “10” sulle spalle.

Capizzoto è sposato con la giudice della sezione civile del tribunale di Lucca, Anna Martelli e ha un figlio.

Il suo sarà un ritorno. A Massa ha lavorato nella seconda metà degli Anni Novanta fino ai primi anni Duemila, fu lui ad esempio che si occupò del duplice omicidio di Colonnata, e che firmò l’appello contro la sentenza di primo grado a 27 anni (e in secondo grado arrivò l’ergastolo). Altro omicidio di cui si occupò, fu quello dell’aia di Nazzano, dove per una lite per un parcheggio fu ucciso un carrarese. —

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