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La prova di forza di cittadini e comitati: 7000 firme a difesa del Monoblocco

Luca Barbieri
 La prova di forza di cittadini e comitati: 7000 firme a difesa del Monoblocco

«Chiediamo di essere coinvolti nelle decisioni che riguardano la salute, è un nostro diritto, abbiamo pagato fin troppo»

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CARRARA. Quasi 7mila firme messe nero su bianco in un grosso plico color arancio per il futuro del “Monoblocco” e per chiedere di rispettare quanto previsto dal Pal del 2013. E questo grosso faldone sulla sanità carrarese (e non solo) finirà domani (venerdì) nelle mani dell'assessore regionale alla sanità Stefania Saccardi nell'incontro fiorentino con il sindaco Francesco De Pasquale. All'interno non ci saranno documenti, progetti, stime, ma un foglio con delle richieste ben precise e poi le firme, più di 6,5 mila: nome, cognome, numeri di telefono per dire che «il Monoblocco va migliorato e potenziato e i patti si rispettano».

«Dobbiamo ancora finire il conteggio, sono numeri destinati ad aumentare». Lo precisano subito Paolo Biagini e Fiorella Fambrini del Comitato “Primo soccorso e urgenza Carrara” nell'incontro di  mercoledì  19 febbraio in Comune con il sindaco De Pasquale. Un incontro per la consegna delle firme e soprattutto per ribadire ancora una volta i punti “cari” al comitato: il miglioramento sismico e la ristrutturazione del “Monoblocco”, il mantenimento (e potenziamento) dei servizi come da Piano attuativo locale (Pal del 2013) e l'apertura del primo soccorso (h24, nei locali dell'ex pronto soccorso).

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Richieste chiarissime e firme che potrebbero aumentare ancora in questi ultimi giorni di “conta”, in poco più di tre mesi di raccolta fatta attività dopo attività, di banchetto in banchetto nelle strade e nella piazze cittadine. «Siamo qui perché il paventato abbattimento del Monoblocco è stato fermato dalla forte reazione della collettività, anche se in politica il condizionale è d'obbligo», cominciano i vertici del comitato che poi dettagliano i tre punti fondamentali che ruotano attorno alla sanità apuana perché «la salute è un diritto sancito dalla Costituzione, ma dall'altra parte troviamo sempre un muro di gomma». «Chiediamo inoltre una maggior condivisione e informazione al sindaco che è anche presidente della conferenza zonale; un maggior coinvolgimento del Comitato sulle scelte in ambito sanitario che riguardano tutta la cittadinanza – vanno avanti –. E il sindaco deve controllare che vengano rispettati, nei tempi previsti, i patti stipulati con Asl. Chiediamo soprattutto interventi e azioni efficaci mirati affinché non vengano disattesi quei patti datati 2013 nei quali Regione e Asl in accordo con i decisori politici di allora avevano previsto un piano integrato di servizi a seguito della chiusura dell’Ospedale di Carrara»; in coda anche la richiesta di un resoconto sull'imminente incontro in Regione con l'assessore. Dal “Monoblocco” al Pal, passando per un aggiornamento sulla sanità, per ribadire quasi 7 mila volte che «Carrara ha pagato fin troppo in materia di salute». —
 

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