Sicurezza
S’incatena al Comune per trovare il fratello
È la sorella di Walter Del Freo, scomparso da novembre: «Serve coordinarsi. E al sindaco dico: pensi ai senzatetto»
MASSA. Incatenata al Comune per chiedere allo Stato di continuare a cercare suo fratello. Patrizia Del Freo non perde le speranze e rivolge due appelli alle istituzioni per continuare la ricerca di Walter Del Freo, l'uomo di 57 anni scomparso da Massa il 7 di novembre. I due appelli nell’ordine: allo Stato chiede che venga istituita una rete coordinata e fornita di cani molecolari per la ricerca delle persone scomparse; al Comune, di destinare lo spazio del vecchio ospedale ai senzatetto.
Una condizione in cui secondo la donna potrebbe ritrovarsi proprio il fratello, diversamente abile e con problemi di demenza senile. Martedì 18 febbraio 2020 Patrizia si è quindi incatenata alle pareti di palazzo civico per portare nuovamente l'attenzione su Walter che in questi mesi non ha mai smesso di cercare: «Sto girando la Toscana in bicicletta - racconta Patrizia Del Freo - e più mi muovo più devo constatare che in pochi conoscono il volto di mio fratello. Chiedo quindi al sindaco di promuovere l'affissione dei manifesti con la sua immagine in tutti i luoghi pubblici. Mio fratello ha bisogno di cure, è diversamente abile. Temo che abbia perso la memoria e questo significherebbe che in questo momento sta vivendo per strada, come un senzatetto».
La faccia del fratello Patrizia la "indossa". L'ha stampata sopra due cartelloni che si è sistemata a mo' di cartellone pubblicitario. «Walter è una persona sconosciuta e degli sconosciuti ci si dimentica facilmente. Se fosse stato ricco probabilmente ogni giorno il suo volto sarebbe apparso in televisione, ma non lo è. Per questo sono stata costretta a vestirmi così. Perché in questo modo attiro l'attenzione».
E così intende continuare a vestirsi, finché non lo avrà ritrovato. «Ai parlamentari chiedo di istituire una rete coordinata che in maniera sistematica sia messa nelle condizioni di intervenire repentinamente nella ricerca delle persone scomparse». In questi mesi, oltre a cercare personalmente il fratello, Patrizia ha iniziato anche ad approfondire ogni modo per ricercarlo. «L'utilizzo di cani molecolari poteva essere determinante per ritrovare mio fratello - continua la donna - subito dopo la sua scomparsa. Oggi è tardi, ma ciò che è successo a me può succedere a chiunque. E tutti devono sapere che non ho trovato un sistema efficiente per la ricerca delle persone scomparse».
Accanto alle stampe del volto del fratello, Del Freo mostra i risultati di una ricerca effettuata dalla polizia di Lucca. «La poliziotta ha provato a ricercare le persone scomparse nel suo database e le è apparso di tutto: ossa di uomini ritrovate, una persona scomparsa a Taranto. Negli ospedali non hanno preso la foto di mio fratello perché dicono che non possono farlo. Insomma io vedo in ciò che mi circonda una grande disorganizzazione. Per questo serve che lo Stato si impegni di più in questo campo con l'istituzione di una rete coordinata e spazi adeguati per accogliere le persone che vivono per strada. Si ignora che fra loro potrebbe trovarsi qualcuno che ha perso la memoria. Magari proprio una persona a noi cara». —
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