Era il palo della banda che colpì a Massa e Lucca Patteggia tre anni e mezzo
massa. Operazione Trinacria: prime sentenze. Ieri mattina al tribunale di Lucca il collegio giudicante presieduto dal magistrato Giuseppe Pezzuti ha disposto una pena di tre anni e sei mesi, patteggiata nel corso del giudizio immediato, per Giuseppe Iuppa, 47 anni, originario della Sicilia.
Si tratta di uno degli uomini accusati di far parte della cosiddetta “banda dei catanesi”, il gruppo di rapinatori di banche con due colpi all’attivo in Toscana: uno a Lunata, il 30 aprile, alla Cassa di risparmio di Volterra; l’altro a Marina di Massa, il 5 luglio, filiale Mps.
Iuppa era stato arrestato il 10 settembre scorso assieme a Giuseppe Cosentino, 57 anni e al figlio Glauco Cosentino di 26, in esecuzione di un provvedimento di custodia cautelare emesso dal gip di Lucca Alessandro Trinci a seguito della richiesta avanzata dal sostituto procuratore Lucia Rugani.
Gli altri due indagati, Giovanni Nicosia (26 anni) e Antonio Florio (19) si costituirono il giorno successivo, presentandosi nel carcere di Augusta, a Siracusa. L’indagine era stata condotta dai carabinieri del reparto operativo del comandante Dario Anfuso e da quelli del nucleo investigativo agli ordini del comandante Paolo Floris. Per tutti l’accusa era di rapina aggravata.
Iuppa era il palo della banda, il complice che rimaneva all’esterno mentre i compagni entravano nelle filiali e si facevano consegnare il denaro dagli impiegati.
Talvolta usando metodi violenti: a Lunata i malviventi entrarono in banca passando da una finestra durante la pausa pranzo. All’interno c’erano il direttore e una dipendente: l’uomo venne preso per il collo e colpito con calci e pugni (8 giorni di referto). A testimonianza di metodi piuttosto duri.
La dipendente, invece, venne afferrata per i capelli e costretta a consegnare il denaro: circa 5mila euro. Gli altri membri della banda verranno giudicati in procedimenti separati. —
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