Disturbi del sonno, i pazienti di Massa-Carrara al centro diagnostico a Pisa
Nella città della Torre studi molto approfonditi anche per la diagnosi della narcolessia che nel 2019 ha colpito 700 pazienti in Toscana
Massa-Carrara. Sono circa 700 i pazienti in Toscana affetti da narcolessia nel 2019, ma molte diagnosi vengono confuse nell’adulto e scambiate per cause più comuni di sonnolenza come la deprivazione di sonno o la sindrome delle apnee. La narcolessia è una malattia rara e difficile da comprendere, i sintomi di questa patologia spesso vengono sottovalutati. Si manifesta attraverso una sonnolenza diurna particolare, chi ne è affetto, nel corso della giornata fa sonnellini brevi e ristoratori, durante i quali spesso sogna, con il rischio di avere subito dopo delle allucinazioni. "La narcolessia viene spesso scambiata per epilessia, psicosi, schizofrenia, depressione, disturbi del movimento o altro. Oltre al problema delle diagnosi errate - dichiara Enrica Bonanni dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana - c’è quello del ritardo diagnostico, confermato dai risultati di numerose ricerche. In genere vi è un il ritardo di circa 7 anni nella diagnosi e questo espone il paziente a importanti rischi per la salute generale". Per favorire una più rapida diagnosi ed una più efficiente gestione della patologia, che preveda anche un coinvolgimento attivo di Pediatri e Medici di Medicina Generale, nel 2019, su iniziativa della Associazione Nazionale Narcolettici e Ipersonni (Ain Onlus), è stato pubblicato il resoconto del progetto ‘Red Flags’. Il progetto Red Flags è stato presentato alla Camera dei Deputati alla presenza di diversi specialisti, in particolare del Prof. Giuseppe Plazzi, Presidente Aims - Associazione Italiana Medicina del Sonno, e di Massimo Zenti Presidente, Ain - Associazione Italiana Narcolettici e Ipersonni Onlus. Per Red Flags si intendono i segni e i sintomi della malattia che suscitino, in qualsiasi medico, il sospetto diagnostico e suggeriscano, quantomeno, una valutazione più approfondita. Il progetto è ora nella seconda fase, che prevede la diffusione di tali informazioni per promuovere una significativa riduzione del ritardo diagnostico. Destinatari di questa divulgazione saranno specialisti di differenti aree, ma soprattutto Pediatri e Medici di Medicina Generale: sono queste infatti le figure più vicine alle persone e coloro che per primi possono riconoscere i sintomi, spesso confusi per caratteristiche di altre patologie. La narcolessia infatti resta ancora troppo poco conosciuta e trascurata, e il suo riconoscimento arriva a volte anche dopo 15 anni. "Il centro di Medicina del Sonno parte della Uo Neurologia Aoup- spiega il Prof.Bonuccelli direttore dela struttura - serve tutta la Toscana compresa la provincia di Massa-Carrara per tutti i disturbi del sonno inclusa la Narcolessia e di fatto, è l'unico centro regionale ad espletare questa attività. Tramite Cup o più frequentemente con contatti diretti con i colleghi specialisti neurologi il centro di Pisa è in grado di approntare rapidamente gli accertamenti necessari per la diagnosi di narcolessia che resta comunque una malattia rara e per questa ragione spesso diagnosticata con ritardo essendo poco conosciuta".
Sara Lavorini
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