Sicurezza
A Poveromo i funerali della giovane colpita da malore. «Ora la nostra Giulia danzerà tra le nuvole»
Folla e grande commozione per le esequie della 28enne morta mentre si allenava in palestra. Padre Damiano: «Lei ora è nel regno dei cieli»
Massa. Una chiesa intera non è bastata a contenere le tante persone che ieri pomeriggio hanno voluto salutare per l'ultima volta Giulia Bongiorni, la giovane di 28 anni venuta a mancare sabato a seguito di un malore. Giulia è deceduta mercoledì all’ospedale di Cisanello dove era stata trasferita con urgenza martedì sera dopo che un aneurisma cerebrale l’aveva colpita mentre si trovava in palestra, con la sorella e alcune amiche. In palestra Giulia danzava. Si aggrappava a dei nastri colorati e roteava sospesa nell'aria. Lo faceva per divertirsi, per cercare nuove prospettive, così come faceva quando aveva i piedi per terra. Martedì si è sentita male proprio mentre dava libero sfogo ad una sua passione. Prima c'è stata la corsa all’ospedale delle Apuane, poi vista la grave situazione il trasferimento d’urgenza a Pisa dove purtroppo i medici hanno potuto fare poco. Interminabile l'attesa per accertarne la morte per amici e parenti. Insopportabile quando è stato chiaro che non avrebbe portato nessuna speranza di guarigione..
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Giulia se ne è andata a 28 anni senza che nessuno potesse fare qualcosa per salvarla. Una chiesa non è bastata ieri a contenere tutte le persone giunte a salutarla, fuori nel giardino della parrocchia altre persone si sono raggruppate in religioso silenzio. Forse non sarebbe stata sufficiente nemmeno una piazza a contenere tutti. Anche se la piazza era molto familiare alla giovane.
Giulia era assistente alla poltrona in uno studio dentistico. Per le persone che hanno colmato la chiesa di San Domenichino era solo Giulia, convinta antifascista, dal sorriso travolgente. Era sempre presente in piazza, contro le ingiustizie e in difesa della pace, dell'amore e della giustizia sociale. Giulia lottava e travolgeva. I suoi occhi pieni di allegria e il suo sorriso sono qualcosa di cui sentiremo molto la mancanza. Per Padre Damiano «è una certezza assoluta che tutto questo continuerà, nel regno dei cieli».
In chiesa durante il funerale il sacerdote coglie la domanda silenziosa che aleggia insistentemente nelle menti, e nei cuori, delle persone accorse a salutare Giulia: “Perché?”. Ricorda che in quella stessa parrocchia è stata battezzata, ha ricevuto la cresima.
È cresciuta nel verde di Poveromo, fra i fiori colorati dell'amatissima nonna, Lida. A Poveromo si sono riunite le persone che le hanno voluto bene, che hanno potuto apprezzare la sua gioia di vivere. “Danza tra le nuvole Giulia, noi ti seguiremo con gli occhi al cielo”, legge uno scritto una signora. Un messaggio per quanti vorrebbero raggiungerla per un ultimo saluto, un ultimo bacio, magari aggrappandosi ai suoi stessi nastri, stavolta sospesi nel cielo, trovando quella stessa tenacia che nella sua vita sulla terra l'ha contraddistinta.
Lascia babbo Giampietro, mamma Carla, la sorella Veronica. Lascia la nonna, Lida. Lascia Nicola, il suo compagno. Lascia gli amici, i compagni. Lascia i cugini Carlotta, Micaela e Samuel, che un'ultima canzone gliel'hanno voluta cantare fuori dalla chiesa, in nome degli infiniti karaoke consumati fino a tarda sera nel bar dove ha lavorato in viale della Repubblica. “Se potessi far tornare indietro il mondo - dice la canzone dei Negramaro che le hanno dedicato - farei tornare poi senz'altro te. In un attimo di eterno e di profondo, in cui tutto sembra sempre niente. C'è. Tenersi stretto stretto in tasca il mondo, per poi ridarlo un giorno forse a te. A te che non sei parte dell'immenso. Ma l'immenso che fa parte solo di te. Solo di te”.
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