Il Tirreno

il firmacopie 

850 cd venduti in un giorno

Luca Signorini

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carrara. «La tacca se ne rivà al legno», dice il parroco del Duomo don Raffaello Piagentini sul palco di piazza Alberica e zittisce (in senso buono) la folla festante. La spiega: significa che sì Francesco Gabbani è un ottimo cantante perché sua mamma, Riccarda, era un’ottima interprete del coro della chiesa (e, aggiungiamo noi, il padre un musicista doc). E poi il sacerdote consegna a Francesco - in bella cornice - il suo certificato di battesimo in Duomo.

Altra interpretazione della cosa: Gabbani a Carrara è in famiglia, e non potrebbe essere altrimenti, può girare il mondo, avere successo ovunque, ma è e resterà per sempre un carrarino. Il giubilo di ieri lo dimostra, e il cantante non fa niente per nascondere le sue radici. A presentarlo al pubblico c’era l’amico fraterno (e collaboratore del Tirreno) David De Filippi, poi i saluti dell’assessore alla cultura Federica Forti - che insieme a lui ha frequentato e si è diplomata al liceo classico “Repetti” - e del presidente di Nausicaa Luca Cimino, che hanno voluto Gabbani in piazza per il firmacopie, quando l’evento inizialmente era previsto al chiuso del Teatro degli Animosi. Scelta giusta con una città davvero presa d’assalto.

Fan che composti, già dall’ora di pranzo, si sistemavano lungo il cordone transennato per mettersi in fila: un serpentone che da piazza Accademia arrivava fin sotto il palco piazzato per l’occasione dirimpetto alla Fontana della Beatrice. Calma e pazienza per farsi largo tra bambini, giovanissimi e adolescenti, trentenni e cinquantenni, anziani, coppiette, donne e uomini. Di tutto, gli ammiratori di Francesco hanno varie e diverse generalità.

Ci sono Andrea e Miriam, 28 lui, 27 anni lei, da Viareggio, nuovo cd in mano, sguardo mirato sul davanti e mano nella mano. «Lo seguiamo da alcuni anni, prima del Festival del 2017. Ci è sempre piaciuto, è allegro e sincero», dicono avanzando passetto dopo passetto. Un signore inglese (!), Patrick, poco più in là, qualche posizione in avanti: «Ma abito da anni in Lucchesia, seguo il Festival sempre, Gabbani mi piace. Oggi ho detto a mia moglie: perché non andiamo?». Un paio di famiglie venute da Spezia, è l’unica nota concessa al cronista, i figli nell’attesa e nella folla vanno guardati a vista, perdersi è un attimo.

Sta composto un gruppetto di adolescenti, fanno da portavoce Marco e Francesco, 16 e 17 anni. «Ma noi siamo di Carrara», avvertono con una certa punta di orgoglio. Arriveranno a salire quelle scalette, a farsi firmare il cd (uno lo ha preso con la copertina gialla, l’altro con la copertina blu: forza Carrarese) a pomeriggio molto inoltrato, quando il sole se ne è andato e comunque la fila ha iniziato a scorrere a ritmo più sostenuto. Alla fine il firmacopie termina quando la luna è già alta, sono passate le 21. Un abbraccio durato quasi 6 ore, Francesco Gabbani sfinito ma felice, anche perché in un pomeriggio, nella sua città, i dischi venduti sono stati in totale 850. In sostanza “Viceversa” è andato a ruba, non c’è più una copia a Carrara, magari altre ne riporteranno oggi. —Luca Signorini

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