Italia
«Inidonea detenzione» di quaranta cani Sit-in degli animalisti
Fivizzano. Presidio dei gruppi animalisti in località Pian di Molino (Capanne), a Fivizzano, dove in un capannone risultano reclusi fin dal giugno 2019 ben quaranta pastori del Caucaso, bellissimi esemplari di cani di grossa taglia molto richiesti sul mercato. Il proprietario dei cani, nel luglio scorso, è stato denunciato per “inidonea detenzione” ma, al momento, non di maltrattamento di animali, i fatti sono venuti alla luce dopo un sopralluogo dei carabinieri della forestale di Fivizzano e delle Guardie zoofile. Il capannone, invece, è finito sotto sequestro preventivo. Il sit-in, che si terrà domani alle 15, è organizzato dal Movimento Animalista di Massa–Carrara, la cui responsabile è l’avvocato Monia Gatti, che ha posto l’attenzione sul caso. «Siamo ancora in fase di indagini preliminari - aveva detto l’avvocato a Il Tirreno - e quindi molti aspetti della vicenda sono coperti da segreto istruttorio. I pastori del Caucaso, però, sono rimasti dentro il capannone: ricevono cibo saltuariamente e sono in condizioni igienico sanitarie pessime. Il capannone è sotto sequestro ma i cani non sono stati spostati».
Le segnalazioni a Carabinieri e Guardie zoofile sono partite dalla proprietaria del capannone, che risulta estranea alla vicenda. La donna infatti non aveva più ricevuto l’affitto da molti mesi e inoltre il latrato di 40 cani rinchiusi e in cattività si sentiva fino alla sua proprietà. L’uomo proprietario dei cani ha ricevuto già lo sfratto esecutivo, ma nessuno è al momento in grado di liberare il capannone da 40 pastori del Caucaso che risultano «aggressivi, non abituati all’uomo e impossibili da avvicinare se non sedati», spiega Gatti.
«La proprietaria del capannone - continua - sta attendendo che la Asl, a cui il giudice della procedura di sfratto ha dato incarico di provvedere, proceda alla sedazione degli animali, per poterli trasferire in un luogo più idoneo e liberare allo stesso tempo il capannone sotto sequestro».
Le Guardie zoofile avevano scoperto un giro di affari molto redditizio attorno ai pastori del Caucaso che l’uomo, secondo loro, farebbe accoppiare in cattività, per venderne poi i preziosi cuccioli tramite diversi canali, anche sul portale web Subito.it. —
Luca Signorini
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