Sicurezza
Il sindaco di Carrara: ecco perché non possiamo riportare le scuole superiori in centro
De Pasquale: gli edifici esistenti non sono adatti per ospitare gli istituti. Bisognerebbe costruirne di nuovi e mancano spazi
CARRARA. Con il «cuore» la risposta sarebbe “sì”; ma quella dettata dalla «testa» dice che il trasferimento delle scuole nel centro «non è fattibile». C'è solo un caso su cui ragionare, ma i tempi sono lunghi. Il sindaco Francesco De Pasquale chiude alla proposta di riportare le scuole nel centro città e articola le sue ragioni.
La risposta arriva dopo il suggerimento nato dall'incontro pubblico organizzato dal Tirreno nei giorni scorsi “lanciato” da Gianpaolo Pezzica e che aveva riscosso un buon successo: le scuole superiori (liceo classico e scientifico, nello specifico) (ri)portate in centro.
Il percorso
Il sindaco allora comincia da una premessa: «L’idea di portare una o più scuole superiori in centro città è assolutamente condivisibile soprattutto da parte di un’amministrazione come la nostra che si è impegnata pubblicamente al rilancio di Carrara. Anche a me piacerebbe ripopolare via Roma, piazza Alberica o via Verdi di studenti. Penso altresì che un sindaco non debba alimentare illusioni, ma sia tenuto anche a deludere i suoi concittadini quando, come in questo caso, le proposte sono impossibili da realizzare almeno nel breve periodo», dice De Pasquale. C'è un piccolo spiraglio tuttavia. «L’unico percorso concretamente avviato è quello che questa amministrazione ha intrapreso sul palazzo che ospita l’asilo Garibaldi: il settore opere pubbliche si è aggiudicato un finanziamento da 300 mila euro per l’affidamento di un progetto di ristrutturazione del primo piano, quello che un tempo ospitava il liceo Artistico, e che in futuro potrebbe tornare ad accogliere una scuola. Si tratta però di un intervento a lungo termine tanto che la destinazione di quegli spazi non è stata ancora stabilita».
Le ragioni del “no”
Poi il sindaco va avanti e spiega quel “no” dettato dalla testa. «In centro non esistono edifici pubblici né privati attualmente in grado di rispondere alle esigenze di un istituto scolastico. E quando dico esigenze intendo sia gli spazi indispensabili all’attività didattica di una scuola del ventunesimo secolo, come laboratori e palestre, ma penso anche agli stringenti requisti strutturali imposti dalla normativa attuale. L’ipotesi di rilevare un edificio privato e adeguarlo è economicamente insostenibile – prosegue –. Sarebbe sicuramente più semplice costruire una struttura ex novo – cosa che ci avvantaggerebbe nella corsa alle risorse messe a disposizione attraverso bandi regionali o nazionali –, ma in questo caso si porrebbe il problema della “fisiologica” mancanza di spazi del centro, dovuta alla naturale morfologia della “conca” sui cui è sorto il centro storico di Carrara».
Insomma, la strada, se non è chiusa, è quantomeno molto in salita.
«Per questo se “col cuore” vorrei rispondere positivamente alla proposta, con la “testa” e per onestà devo purtroppo replicare che portare una o più scuole superiori in centro, date le condizioni attuali, non è fattibile. Voglio comunque ringraziare coloro che per amore di Carrara si stanno impegnando con proposte e iniziative. La mia amministrazione condivide il loro spirito e i loro obiettivi, e lavora quotidianamente per trovare progetti e attività concretamente realizzabili che contribuiscano al rilancio del centro», conclude. E intanto anche l'assessore Giovanni Macchiarini ribadisce la posizione del primo cittadino: «Abbiamo sbagliato il punto di vista: ripopoliamo il centro, deve tornare a splendere, ma non possiamo utilizzare l'ente scuola come vogliamo. Hanno esigenze precise». —
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