Sicurezza
Nato ai tempi di Apuania? Non sei massese. Inghippo all’anagrafe per 1700 persone
Il problema emerge dal caso di Bruno Benatti. Si è trasferito e non si è potuto riscrivere: è deceduto da non residente
MASSA. Nato qui. A Massa. Vissuto qui per 73 anni. Qui si è fatto una famiglia, ha avuto figli, lavorato. E qui, all’ombra delle sue Apuane, se n’è andato il 2 gennaio scorso. Bruno Benatti era massese che più massese non si può. Peccato, però, che la “pensi” diversamente l’anagrafe. E, conseguentemente, Master che, dalla famiglia di Bruno, per la sua cremazione, ha preteso 600 euro. Tariffa da non residente.
Sì perché quando la mamma di Bruno ha partorito, nell’ormai lontano 1946, da queste parti le cose erano un po’ diverse e nonostante la guerra fosse finita, ancora sopravviveva l’Apuania. Un unico comune che comprendeva anche Montignoso e Carrara. Per il Ministero Apuania, però, mai è esistita perché, istituita con un decreto nel 1939 è stata, con altro decreto, abolita poco dopo. Il Comune Apuania non c’è, lì però Bruno - e pure altre 1750 massesi - risulta nato.
Ma i programmi dell’anagrafica fanno il loro lavoro. E un nato in un comune che non c’è - altrochè isola di Peter Pan - non lo registrano. Terribile burocrazia, arrivano i problemi. Per Bruno, ma non solo. Perché c’è anche chi, per essere nato ad Apuania, sono arrivate - spiegano in comune - le difficoltà con gli enti previdenziali cui non risultava l’iscritto. Dell’inghippo Bruno, che Massa non l’ha mai lasciata, proprio non si è accorto per oltre 70 anni, fin quando a sconvolgergli la vita è arrivata la malattia:«Mio suocero - racconta il genero Bruno Gaina - ha sempre vissuto nel comune di Massa, viveva in via Pontestrada. Ha chiesto e ottenuto un domicilio sanitario nel comune di Vimodrone, nel milanese, per potersi curare. A terapia terminata, è tornato nella sua città». E lì sono arrivati i problemi. Ma solo quando Bruno muore, i famigliari scoprono che qualcosa non ha funzionato:«Quando abbiamo lasciato Vimodrone, abiamo inviato tutta la documentazione al comune di Massaper iscrivere nuovamante Bruno tra i residenti, ma non abbiamo avuto alcuna notizia»
Quando l’anziano muore e Master, per la cremazione, chiede la tariffa da non residente, si scopre l’inghippo: «In un primo momento - il genero ripercorre le mille tappe - abbiamo pensato a problemi burocratici. Ci è stato spiegato, infatti, che l’indirizzo mail cui avevamo inviato la documentazione, riportato sul sito del Comune , non era più attivo. Soltanto in un secondo momento abbiamo scoperto che iscrivere mio suocero sarebbe stato impossibile perché non risulta nato a Massa». Eppure qui è diventato padre, ha lavorato. E ha pure pagato le imposte:«E come Bruno - prosegue il genero - altri 1750 massesi, nati tra il 1938 e il 1946, potrebbero trovarsi in difficoltà». Nel caso qualcuno si trasferisse , magari da un figlio, beh non potrebbe più tornare da residente perché l’iscrizione sarebbe impossibile».
Eppure la famiglia Benatti alla massesità di Bruno ci tiene: «Lui era di qui, gli dobbiamo riconoscere la sua identità. Per questo chiediamo che si risolva il problema e che lui risulti massese».
Chiedono quel riconoscimento e chiedono pure che Master rimborsi i soldi spesi per la cremazione, per altro mai avvenuta: «Abbiamo pagato da non residenti, ma la cremazione, dopo giorni di attesa, è stata fatta a Carrara perché il forno di Mirteto è rotto».
Il Comune di Massa ammette il problema e spiega che « tutto dipende dal mancato riconoscimento del Comune di Apuania, istituito ed abolito con un secondo decreto. Assicura di essersi impegnato con gli organi competenti per risolvere il problema» e poter iscrivere come massesi i nati nel Comune nel periodo in cui risultavamo - con Carrara e Montignoso - Apuania. E sul tema cremazioni e rimborsi, Palazzo civico assicura che « saranno attivate rapidamente tutte le procedure per assicurare in tempi brevi alla famiglia il rimborso sostenuto per la cremazione mai avvenuta». E per evitare che oltre al danno, tocchi anche la beffa. —
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