Sicurezza
Paradiso Spa, il danno quantificato nel 2015: 44 milioni di euro
A tanto era stata calcolata l’estromissione dalla gara della Paradiso spa: la vicenda è andata avanti a colpi di carte bollate
CARRARA. Una gigantesca spada di Damocle che per anni è gravata sulla città, la maxi-richiesta di risarcimento danni di 44 milioni di euro presentata dalla Paradiso, società immobiliare dell’industriale del marmo Andrea Franzoni. 44 milioni di euro. Tanto chiedeva nel 2015, riassumendo l’annosa vicenda, la società immobiliare Paradiso spa all’amministrazione per il danno e la "mancata chance" nella gara d’appalto degli anni Ottanta per la costruzione dei palazzi di edilizia popolari e del supermercato Coop di Avenza. In sostanza la società di Franzoni sarebbe stata estromessa, a torto, da quella gara che cambiò il volto a una delle zone di Avenza. Ad un certo punto, uno dei ctu ha fatto scendere, con una delle perizie, la stima a una cifra inferiore. Ma, anche ridotta si trattava sempre di una somma consistente che il Comune doveva rimborsare a Andrea Franzoni perché per la Corte di Cassazione il danno c’è stato perché, così si è espressa la Suprema corte, in sostanza il Comune scelse un altro dei tre concorrenti per il maxi progetto in zona Coop, ma - stando alla Cassazione, senza motivare il perché.. La vicenda era arrivata, dopo trent’anni, in tribunale a Massa. La stima del danno che avrebbe patito la Paradiso di Andrea Franzoni si può ricostruire, come era stato messo nero su bianco in oltre 100 pagine di perizia depositata al giudice. Andando a braccio, per rimediare all’emergenza sfratti, chi costruiva i palazzi aveva diritto ad affittarli ad equo canone per vent’anni, e poi li avrebbe potuti mettere sul mercato; aveva diritto inoltre a costruire il centro commerciale. Tutti mancati incassi, ingiustificati, fino ad arrivare alla transazione milionaria. Ma il conto rischiava di essere molto più salato. —
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