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associazionismo 

I Lions Club apuani: salute in primo piano

Daniela Marzano
I Lions Club apuani: salute in primo piano

Parla Maria Rita Guadagni: quando organizziamo eventi doniamo in beneficenza l’intero ricavato, senza rimborsi

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massa-Carrara. Lions Clubs International è l’organizzazione di club di assistenza più grande del mondo. Fondata nel 1917 a Chicago da Melvin Jones, un dirigente assicurativo che dalla costituzione di un club ristretto tra uomini d’affari ebbe l’intuizione di adoperare invece energie e risorse per migliorare la comunità e il mondo nella sua globalità, attualmente registra 1,36 milioni di soci in oltre 46mila club in tutto il mondo.

L’Italia è il multidistretto 108 Italy e comprende 17 distretti, di cui la Toscana a sua volta racchiude vari club. Nella nostra zona ne sono attivi due, il Massa Carrara Host, nato per primo, e poi il Massa Carrara Apuania, ex-Lioness perché circa 25 anni fa venne costituito come club di sole donne, da contrapporre all’altro in totalità maschile. Con gli anni il Massa Carrara Apuania è diventato misto, adeguandosi alle linee internazionali sulla parità di genere.

Maria Rita Guadagni in più di 15 anni ha ricoperto vari ruoli amministrativi, anche in diversi distretti, ed è la segretaria del club Massa Carrara Apuania e moglie dell’attuale presidente Massimo Pantani: «La nostra mission è esclusivamente umanitaria e totalmente no-profit. Siamo una delle poche associazioni che una volta organizzato un evento dona in beneficenza l’intero ricavato, privandoci anche dei rimborsi delle spese. Siamo persone accomunate dalla voglia di aiutare qualcuno meno fortunato e per evitare dispersione, seguiamo cinque linee guida entro le quali ci attiviamo e che attualmente sono: lotta all’oncologia pediatrica, lotta alla fame, salvaguardia dell’ambiente, tutela della salute ed il più importante per noi, la salvaguardia della vista e l’aiuto alle persone ipovedenti. Capita che i Lions non dicano di no anche a chi cerca aiuto in altre piccole cose non comprese nelle linee guida».

Nel comprensorio apuano i Lions comprendono in totale una cinquantina di membri che sottostanno ad un codice etico e che si sovvenzionano con le quote annuali, ma per le situazioni di emergenza possono contare su una rete capillare di contributi. «Nel caso di calamità naturali i Lions intervengono grazie all’appoggio della Fondazione Lcif. Operiamo in oltre 208 paesi e aree geografiche».

I dati della Fondazione parlano da soli: contributi erogati per oltre 1 miliardo di dollari, di cui 118 milioni concessi per assistenza ai disastri, 16 milioni di bambini e giovani serviti, 87 milioni di bambini vaccinati contro il morbillo, migliorata la vista a 30 milioni di persone. «Intendiamo precisare che contrariamente a quello che è l’immaginario collettivo, non siamo un gruppo di persone elitario che usano il club per darsi prestigio o visibilità. Tutti ne possono far parte e ricoprire i vari ruoli amministrativi attraverso un sistema di elezioni strutturato. Sicuramente l’ultima cosa che può ottenere un socio dall’organizzazione è un vantaggio personale di qualsiasi tipo, lo scopo è solo aiutare i meno fortunati». Esistono anche i Leo Club, una associazione giovanile del Lions Club International, che raggruppa ragazzi tra i 12 e i 30 anni, che dedicano il proprio tempo all’attività di servizio per la comunità senza alcun fine di lucro o prospettiva politica. —

Daniela Marzano

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