Sicurezza
«Un settore con pochi occupati e profitti in mano all’élite»
massa. Un’inchiesta, un reportage, un dossier. Lo si chiami come si vuole, la Casa Rossa ha messo su un documento di ventiquattro pagine che si pone un obiettivo: demistificare da quelle che ritiene delle narrazioni tossiche, cioè fuorvianti, il discorso su marmo, lavoro e ambiente in provincia.
Nell’introduzione al lavoro gli autori mettono nero su bianco alcune delle questioni che il movimento ecologista, magari in maniera asistematica, ha fissato in questi anni di contestazione della gestione del lavoro e dell’escavazione sulle Apuane. Prima fra tutte la questioni dei numeri: lavoratori e pietra escavata.
«I lavoratori impiegati - si legge - nel settore marmifero non arrivano a 2000 persone su tutta la Provincia di Massa-Carrara. I cavatori sono quindi sempre meno, ma la quantità di pietra scavata sempre di più. Decostruire la narrazione mitologica che avvolge l’attività estrattiva è quindi il promo passo per imprimere una decisa inversione di rotta nella gestione del territorio apuano».
Numeri ben diversi da quelli ad esempio enucleati a più riprese da Erich Lucchetti, presidente degli industriali di Massa Carrara. Per l’imprenditore il settore, indotto compreso, darebbe lavoro a circa 12mila persone in totale in tutto il territorio. In pratica un sesto della popolazione carrarina.
Proprio di recente, per fare chiarezza in questa “guerra” di cifre che si ripropone senza punti fermi o dati incontrovertibili, il presidente dell’Istituto studi e ricerche della Camera di Commercio Vincenzo Tongiani ha annunciato la proposta fatta al Comune di Carrara di valutare i numeri complessivi dell’indotto. Sarebbe un’operazione benemerita.
La Casa rossa punta anche il dito sul tipo di produzione. «L’80% del marmo estratto finisce nel circuito del carbonato di calcio, gestito da poche imprese multinazionali». E per questo parla di un mondo del marmo a due velocità: uno, quello veloce, delle multinazionali e degli industriali più forti. L’altro con una gestione più locale, meno legata al mercato mondiale, che però ha forte presa sul territorio.
Il dossier, che si trova sulla pagina Fb del gruppo, è anche un momento di programmazione politica. Con l’invito a proseguire nel cammino iniziato dal movimento ecologista con la manifestazione del 4 gennaio che ha visto due migliaia di persone in piazza. —
Libero Red Dolce
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