Il Tirreno

articolo dello scrittore di aulla davide baroni 

Su Hera Magazine i segreti e i misteri di Codiponte

G.U.

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AULLA. Lo scrittore aullese Davide Baroni porta i tesori e le bellezze della Lunigiana all'attenzione di una platea più vasta. Infatti, dopo il successo del suoi primi due romanzi, “Exodus – Il segreto di Mosè” e “Figli delle stelle – Le origini”, thriller di chiara matrice fantasy, è uscito sul nuovo numero di Hera Magazine, una delle riviste più prestigiose nell'ambito dell'archeologia misteriosa a livello nazionale, il primo di una serie di articoli con cui Baroni accompagnerà i lettori di tutta Italia alla scoperta di una terra magica e misteriosa, ma ancora poco conosciuta, ovvero la nostra Lunigiana.

Protagonista dell'articolo è un borgo dal fascino irresistibile e misterioso: Codiponte di Casola. «Nonostante la semplicità apparente, la piccola frazione del Comune di Casola - scrive Baroni - è simile a uno scrigno ricolmo di tesori: statue stele, un castello abbandonato, tracce di culti pagani all’interno della sua pieve e simboli che richiamano alla mente gli immancabili templari». Enrico Baccarini, direttore responsabile ed editoriale di Hera Magazine, compresa l’importanza della ricerca, ha fatto una piacevole sorpresa allo scrittore aullese ed è salito in Lunigiana per andare assieme a lui alla scoperta di quanto custodito nel borgo.

Codiponte fu un importante snodo di collegamento tra il porto di Luni e la città di Lucca. Il fiorente centro di una volta, purtroppo, non esiste più e molte delle case che si inerpicano fino al castello sono oggi disabitate. «Camminare tra quelle abitazioni, percorrendo i numerosi vicoli, è stato un piacere - aggiunge Baroni - per i nostri sguardi, un tuffo nel passato». Al di là del ponte, invece, si trova la parte più nuova del borgo. Qui svetta l’austero campanile che segnala la presenza della pieve romanica dei Santi Cornelio e Cipriano, vero centro attrattivo di Codiponte. «Al suo interno la spiritualità prende forma in immagini che ci lasciano stupiti. Sono assenti figure evangeliche o bibliche, sostituite da bestiari medioevali. Degni di nota sono l’albero della vita, le linee circolari, i fiori a sei petali e le iconografie animalesche e triviali. Non capolavori di estetica, ma bassorilievi che, con la loro forma sobria, rapiscono la mente di chi li osserva. Simboli con significati arcaici, che giungono - conclude Baroni - dal profondo passato di questa terra indomita».

Questo è solo un piccolo stralcio di quello che Baroni racconta di Codiponte attraverso le sue pietre secolari. Un borgo parlante, così come tutti gli altri borghi che verranno descritti nei futuri articoli, «per far sì che la Lunigiana possa essere conosciuta e apprezzata in tutta Italia. Inoltre, visto che molte persone, dopo aver letto il mio libro "Figli delle stelle", sono andate a visitare Civita di Bagnoregio, dove è ambientato il romanzo, spero con i miei articoli di fare lo stesso, e cioè che in molti possano venire in Lunigiana per riscoprire quel fascino e mistero che la contraddistingue», chiude Baroni. — G.U.

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