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la certificazione 

«Le macchinette rovinano la gente, io lo so»

Alessandra Poggi
«Le macchinette rovinano la gente, io lo so»

Il bar Giotto ottiene il logo “no slot” dalla Regione. «Ho visto le persone giocare cifre allucinanti, non ce la facevo a tenerle»

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Ora ha la “certificazione”. Il bar Giotto di via Verdi è il primo locale "no slot" della città. Una linea che il titolare Paolo Giacomelli segue da anni, e che ora viene ufficializzata dall'autorizzazione della Regione Toscana. In sostanza si tratta dell'esposizione di un adesivo con scritto "No slot, quando la vita è in gioco è in gioco la vita". Si tratta del logo identificativo creato da Regione Toscana per la campagna di sensibilizzazione contro la diffusione del gioco d'azzardo patologico. Sentiamo dallo stesso Giacomelli il perché di questa scelta:«Da anni combatto queste macchinette - spiega - e da quando le ho tolte del bar viviamo tutti meglio. Quei soldi non mi mancano per niente. Diversi anni fa nel bar ne avevo messo cinque, quattro in una saletta che ora non c'è più e una davanti al bancone. Con il tempo mi sono accorto che c'erano persone che ci giocavano cifre allucinanti, anche tre o quattrocento euro alla volta. Queste macchinette rovinano le persone. Questa situazione mi metteva a disagio. Poi c'è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Un giorno sono venuti i titolari delle slot - prosegue Giacomelli nel suo racconto - e mi hanno detto che era cambiato il regolamento e per tenerle mi dovevo iscrivere all'albo regionale. Mi dissero che la certificazione da 150 euro l'avrebbero pagata loro, ma che io avrei dovuto consegnarli un certificato anti - mafia. A quel punto gli ho detto potete portarle via tutte. Io sono un uomo onesto che lavora per vivere, non devo fare nessun certificato perché non sono un mafioso". E così da quel giorno al bar Giotto non ci sono più slot machine: "questa scelta nel tempo si è rivelata la più giusta - conclude Giacomelli - mi dava fastidio vedere gente rovinarsi. Quei soldi non ci mancano, non sono quelli che ti fanno guadagnare». Di questo riconoscimento al Giotto esprime soddisfazione Confartigianato Imprese Massa Carrara in una nota stampa: «"rispettando i dettami della Regione Toscana - si legge - il bar Giotto ha ottenuto l’autorizzazione a utilizzare la dicitura - No Slot - quando la vita è in gioco è in gioco la vita - il logo identificativo creato dalla regione per la campagna di sensibilizzazione contro la diffusione del gioco d'azzardo patologico. Confartigianato da sempre sensibile alle problematiche legate al sociale, e attenta ai rischi e alle conseguenze a cui vanno incontro i cittadini più deboli che si affidano al gioco, ha supportato Paolo Giacomelli in tutte le fasi necessarie all'ottenimento del riconoscimento. L’utilizzo della vetrofania consente così ai cittadini di riconoscere e scegliere un luogo libero dalle cosiddette macchinette mangiasoldi. Una volta apposta la vetrofania all'ingresso dell'esercizio commerciale, il titolare ne ha dato comunicazione alla Regione Toscana, che ha provveduto ad iscriverlo nell'elenco degli esercizi aderenti. Si ricorda che Il logo può essere utilizzato anche dalle Asl, dai comuni e altre pubbliche amministrazioni per promuovere iniziative di contrasto al gioco d'azzardo patologico previa comunicazione struttura regionale competente». —

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