Gioco
Critiche al fumetto su Cossetto «Legato all’estrema destra»
La mostra dedicata a Norma Cossetto non piace proprio a tutti. Allestita a palazzo civico, è tratta dal fumetto pubblicato dalla casa editrice Ferrogalico e s’intitola "Foiba rossa- Norma Cossetto, storia di un'italiana". In conferenza stampa alcune realtà antifasciste hanno duramente criticato l'esposizione del fumetto dentro il Comune, il fumetto stesso e la casa editrice che lo pubblica.
Ma soprattutto hanno criticato l'amministrazione comunale di Francesco Persiani che ha scelto di promuovere l'iniziativa. Un'iniziativa che secondo Casa Rossa, i Carc, la Rete antisessista, Non una di Meno Massa Carrara, il collettivo Kall, il Partito Comunista, la Trentuno Settembre e Rifondazione Comunista, omette alcune ombre importanti della vita di Norma Cossetto. «La destra – hanno spiegato i presenti - è assillata dalla mancanza di una memoria storica che non sia quella degli ex missini o dei picchiatori. Così cerca di cambiare gli eventi storici a proprio piacimento. Si veda il podestà locale Ubaldo Bellugi, riabilitato e ricordato solo in veste di poeta».
Bellugi, ricordano i presenti, oltre che poeta era un gerarca fascista, un tratto in comune con il padre di Norma Cossetto. Eppure i fumetti esposti a palazzo civico valorizzano un altro aspetto di quest'uomo.
«Viene rappresentato come una figura bonaria, in alcune vignette addirittura dona caramelle - spiega Giacomo Bertelloni - Vorremmo ricordare che il gerarca Cossetto, così come fatto anche dal gerarca Bellugi, ha partecipato alla marcia su Roma».
L'accusa dei partecipanti è chiara: la mostra dedicata a Cossetto ometterebbe le radici della famiglia Cossetto. E in un comunicato, le realtà antifasciste locali sottolineano anche alcuni dettagli legati alla casa editrice che ha pubblicato il fumetto in questione.
«La ricostruzione di questa vicenda storica ancora ampiamente dibattuta viene affidata dal Comune alla casa editrice Ferrogalico. Casa editrice di fumetti vicinissima all'estrema destra. Non solo. È unita da un accordo di collaborazione alla casa editrice Altaforte, cacciata dall'ultima edizione del Salone del libro di Torino». «Ci sembra che la destra utilizzi le vittime per riabilitare la propria immagine. Continueremo il lavoro di smascheramento di questa operazione». —
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