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Addio all’ex sindaco Pennacchiotti: i suoi 96 anni da repubblicano

Manuela D’Angelo
Addio all’ex sindaco Pennacchiotti: i suoi 96 anni da repubblicano

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massa È morto l’ex sindaco di Massa Mauro Pennacchiotti. Aveva 96 anni: una lunga vita, piena di soddisfazioni e piena di politica.

Pennacchiotti nasce e muore repubblicano; negli anni Settanta è già assessore alle Finanze del Comune di Massa, passa qualche anno tra i banchi del Consiglio comunale e poi, nell’agosto del 1986, venne eletto sindaco. Un anno da ricordare, memorabile, non fosse altro perché quel giorno andarono a votare 49.371 cittadini, il 92,9% degli aventi diritto. Dati che, al giorno d’oggi, nessuno riuscirebbe più a replicare. Erano gli anni in cui la gente aveva ancora fiducia nella politica e nei suoi amministratori: anni in cui nessuno si sarebbe sognato di infrangere il diritto di voto. Pennacchiotti sarà ricordato per essere il primo sindaco di una giunta definita dai media nazionali “anomala”, perché stranamente formata da Dc, Pci, Pri e Psdi. Da quella amministrazione rimase fuori, infatti, soltanto il Partito socialista: la coalizione prese il 67% dei voti. Pennacchiotti non vide crisi politica fine al 1989.

La città di Massa si ricorderà per sempre di Mauro Pennacchiotti anche perché fu il sindaco degli anni della Farmoplant. Anzi, alcuni lo definirono proprio «il sindaco della Farmoplant», quello che la appoggiò, quello che rinnegò di aver firmato il referendum sulla sua chiusura.

Erano gli anni delle grandi lotte ambientaliste, dei continui rimpalli di responsabilità, deleghe e autorizzazioni tra Regione e Ministero. Durante l’amministrazione Pennacchiotti fu indetto uno dei più importanti referendum della storia della città: ai cittadini veniva chiesto se volevano chiudere la più grande industria chimica della zona industriale apuana.

E Pennacchiotti fu anche il sindaco che firmò di suo pugno la chiusura dello stabilimento, dopo il drammatico scoppio dell’inceneritore, guardando la sua gente fuggire dalla città.

Un buon amministratore, uno di quelli di altri tempi: pronto a dimettersi, atto quasi sconosciuto ai sindaci moderni, quando nel 1989 il Pci lasciò la coalizione, per formare una nuova alleanza con il Psi e la Sinistra indipendente, proponendo come sindaco alternativo il socialista Paolo Santi. Pennacchiotti si dimise, con coraggio, ma il Consiglio comunale lo rivolle lì su quella poltrona. Dove rimase, fino al 1990. —

Manuela D’Angelo

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