Sicurezza
White marble marathon: corsa per i bambini-soldato
La gara podistica del 23 febbraio raccoglierà fondi per i pozzi d’acqua in Togo Da Marina ad Avenza, con t-shirt, borraccia e anche un percorso non competitivo
carrara Una maratona che guarda anche al sociale, un evento che in tre anni ha portato acqua potabile a 3mila persone in Togo e quest’anno partirà il quarto pozzo per dare sostegno a altri 600 bambini.
Tutto pronto per la grande competizione White marble marathon (il prossimo 23 febbraio) la marcia podistica che sta richiamando appassionati da tutta Europa. Una gara che guarda all’ambiente, essendo plastic free, ma che ha un occhio di riguardo anche per il sociale. Raffaele Brattoli, presidente e fondatore di Charity in the world, racconta il progetto che il patron della maratona Paolo Barghini ha supportato dall’inizio: «Stiamo portando avanti due progetti, il primo, che quest’anno vedrà la realizzazione del quarto pozzo in Togo per portare acqua e salvare delle vite e quello parallelo per recuperare i bambini soldato in Sudan».
Parlando del primo progetto la White marble marathon è riuscita a salvare circa 3mila persone, di cui il 50 per cento bambini: «Dico questo – continua Brattoli– perché i bambini sono quelli più a rischio, visto che non conoscono come devono trattare l’acqua non potabile e si ritrovano a bere acqua putrida. Come associazione stiamo lavorando per la realizzazione del quarto pozzo, che verrà supportato dall’edizione di quest’anno per salvare altri 600 bambini circa. La maratona diventa quindi un bel connubio tra sport e solidarietà. Saremo presenti con i nostri volontari all’arrivo della corsa, dove chiederemo ai partecipanti di donare il loro microchip presente nella pettorina della corsa. Ovvero: loro lo utilizzano durante la competizione perché serve per conteggiare la prestazione e di solito lo ‘affittano’ al costo di 5 euro, denaro che alla fine della gara viene restituito. Noi, attraverso informazioni e depliant, chiederemo ai partecipanti di lasciare quel denaro per il nostro progetto».
I progetti non finiscono qui. In particolar modo quest’anno parte con l’associazione “Toch” un’altra iniziativa sempre firmata dalla White marble marathon, ovvero il progetto per recuperare i bambini soldato in Sudan. Una volontà che punta a strappare alla guerra chi dovrebbe divertirsi e studiare e non abbracciare un’arma. «Quest’anno, oltre al progetto in Togo, estendiamo il nostro target di interventi, perché desideriamo un progetto ancora più specifico, che possa aiutare altre persone. L’idea di poter sostenere la Toch e il loro recupero dei bambini che hanno conosciuto la guerra ci dà un motivo in più per rendere la maratona ancora più competitiva e interessante».
Ci sarà anche una maratona non competitiva, ovvero ci sarà modo, anche per chi non corre, di partecipare a questa festa dello sport, come detto in programma il 23 febbraio. Grazie al la maratona non competitiva, che partirà dalle 9 subito dopo i runner competitivi, tutti potranno aderire all’evento e dare il proprio contributo per la giusta causa.
Il percorso si snoderà tra Marina di Carrara e Avenza e prevede anche il ritorno. Il costo della partecipazione è di 10 euro e verrà donata la t-shirt dell’evento. Nausicaa donerà la borraccia in alluminio e per i bimbi sotto i 14 anni la partecipazione è gratuita. Per aderire alla gara non competitiva sarà necessario effettuare le iscrizioni il giorno prima dell’evento, al villaggio di gara vicino ai padiglioni di Carrarafiere oppure la stessa mattina della corsa. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
