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Dalle strisce blu a Carrara zero guadagni, il Comune annuncia uno studio per migliorare
I costi di gestione sono pari agli introiti. I commercianti: meglio eliminarle. Macchiarini: bisogna fare funzionare la città. Nell'articolo il modulo per inviare le vostre proposte sul centro storico
CARRARA. Chiedete a un ipotetico cittadino “X” a cosa servono le strisce blu e vi sentirete rispondere così: «A fare cassa con i nostri soldi». La flemma l’abbiamo aggiunta noi. Cosa succede se invece si scopre che i parcheggi a pagamento sono un gioco a somma zero? Se cioè, a Carrara, tutti i bigliettini che comprate per le vostre auto parcheggiate servono soloa tenere in piedi il sistema. Nessun guadagno: una tassa che non alimenta servizi e tiene in piedi la macchina stessa che lo fa esistere. Come quei giochini da scrivania del moto perpetuo, con le palline appese a un filo con la prima che attiva la seconda, poi la terza fino all’ultima e poi si riprende al contrario. Almeno quelle sono decorative.
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Lo spiega durante l’incontro sul piano degli stalli l’assessore al commercio Giovanni Macchiarini mentre interloquisce col pubblico. «Che poi non pensiate che c’è il guadagno, ci sono gli introiti ma di guadagno non ce n’è. Siamo in pari: si guadagna tanto quanto si spende». L’assessore è in carica da due mesi e mezzo, dunque il problema preesiste alla sua nomina. Ma il problema che ammette non è indifferente: a che serve un sistema che da molti cittadini è visto come una gabella inutile se non serve nemmeno a creare introiti per le casse comunali?
A dare voce al pensiero che molti hanno in platea è Alessandra Caffaz, proprietaria di un negozio in centro e a più riprese critica con gli stalli a pagamento. «A questo punto non sarebbe meglio eliminarli? A che servono se non ci si guadagna niente?».
Macchiarini fa presente che il problema è più complicato di così. «Sarebbe una cosa facile da fare, magari anche comodo per chi amministra. Però non si risolverebbero i problemi: è vero ad esempio che l’introduzione degli stalli blu ha garantito a molti residenti del centro la possibilità di trovare un parcheggio». E questo è il primo argomento. Si potrebbe dire di natura logistica.
«Non penso poi che risolvendo il piano della sosta si risolva anche quello dell’intero commercio. Però sono dell’idea che non si debba procedere con soluzioni emotive, dell’immediato. Noi vorremo portare avanti uno studio, un lavoro approfondito, che serva a capire quali sono le soluzioni migliori. È una cosa da avviare».
Quando il sistema era appaltato i vigilini erano 18, con 1 milioni di euro lordi d’introiti. Di recente gli ex vertici di Nausicaa, la società in-house che lo gestisce, sono stati assolti in un processo proprio per le assunzioni. Ora sono 6 e gli introiti sono calati a 600mila euro. Il non detto di questo argomento è che gli addetti alle strisce blu, gli ausiliari del traffico (i cosiddetti “vigilini”) esistono. E i loro salari sono a bilancio, strisce blu o meno. Eliminando il pagamento si avrebbe un disavanzo. Attualmente il piano della sosta è una forma di keynesismo: creare la buca, tapparla e ricominciare.
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L’assessore spiega che il meccanismo è più raffinato di così. E più che a fare cassa, è pensato per la viabilità. «Non serve a fare cassa. Lo studio che verrà fatto fare sarà fatto per migliorare la fruibilità del parcheggio. Ma non per avere un maggiore incasso. Con gli stalli c’è disponibilità di posti per i residenti e anche, credo per chi viene da fuori. Ma se dallo studio per assurdo venisse fuori che è inutile mantenerli siamo disposti a verificare. Ripeto: non per fare cassa, ma per una città funzionante».
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