Toscana
«Carrara è così diversa da Pietrasanta? Puntiamo anche qui sulle gallerie d’arte»
carrara. «Ma Carrara è così diversa da Pietrasanta?». A chiederlo è Fabrizio Geloni. E la sua è una delle prime domande (alla fine della serata saranno decine e decine) che arriva dall'incontro targato dal Tirreno per parlare del centro, del suo piano della sosta, di ciò che non va, e della crisi del commercio. Nodi irrisolti, questioni aperte e tante domande da rivolgere al pubblico e all'amministrazione, tra cui appunto quella del professor Geloni.
«Ci sono tante gallerie d’arte a Pietrasanta e la città ci guadagna in termini di presenze. Non capisco perché non si possa fare anche qui a Carrara. Abbiamo tanti fondi sfitti, tanti bellissimi palazzi di pregio da recuperare e che potrebbero essere aperti. È stato fatto qualcosina, ma non basta. Per le gallerie servono nomi ed eventi di livello, di richiamo; poi gli artisti verranno da soli, come a Pietrasanta; anche perché non ci manca nulla. I soldi? Ecco, è nata una Fondazione marmo che credo abbia come finalità quelle sociali e culturali, tra le altre. Ebbene, rientrano in quello che sto dicendo. Agli industriali più facoltosi chiedo di mettere una mano al portafoglio per fare un regalo a questa città da cui in molti hanno preso tanto», articola il suo pensiero Geloni. Gallerie, certo, ma non solo, secondo un altro punto vista, quello di Paolo Baratta (“Drogheria” di piazza Alberica) che precisa: «A Pietrasanta ci sono tante gallerie d'arte, ma anche tanti ristoranti». Insomma, non sono mancate le questioni da affrontare come quelle su cui si è soffermato il dottor Angelo Bianco. Carrara è un paziente «in arresto cardiaco» e il tema dei parcheggi la somministrazione d'ossigeno come cura per farlo riprende. La metafora è servita dal dottor Bianco che dopo aver aperto il dibattito l'indomani ha scritto un'articolata lettera sull'incontro organizzato dal Tirreno. «C’è qualcuno che si è accorto che il paziente non ha bisogno di ossigeno, ma di un pugno sul cuore per riavviare l’elettricità cardiaca? – si chiede, scrivendo la lettera sia al giornale, sia sui social –. Carrara è in arresto commerciale, sociale e bisogna che le sia dato uno shock progettuale, c’è da agire innanzitutto sul cuore (del problema) e subito: l’ossigeno, adesso, serve solo a tenerlo in agonia, ma non lo sottrarrà dalla morte».
E quindi, parafrasando il suo pensiero, archiviamo il nodo parcheggi («ho il rispetto dovuto per chi si è speso per il tema, ma io non lo so davvero coniugare con la crisi del centro», dice) e incassiamo subito, senza perdere altro tempo, alcune proposte arrivate tra il pubblico. La prima? Il ritorno delle scuole nel centro di cui scriviamo a parte: «Una proposta intelligente e spendibile in tempi brevi». L'altra arrivata è quella di un bus navetta (l'idea di Giovanni Giromella) ripensato come una circolare sinistra, sempre in movimento nei punti cruciali del centro storico e che possa raggiungere altri luoghi d'interesse. —
L.B.
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