Il dolore
Nicola Codega al Carnevale con la mitica Wacky Races
Carrara. Domenica 2 Febbraio Nicola Codega ha partecipato al Carnevale di Viareggio organizzato nel primo pomeriggio in Cittadella. Come aveva fatto per Hallowen Codega ha riproposto la sua Wacky Races costruita sopra la sua carrozzina. Più che un costume una vera e propria opera d'arte ed è stato successo anche in Versilia. «Ho sfilato con la mitica 00 del Wacky Races (la corsa più pazza del mondo) - spiega Codega - il famoso cartone animato degli anni ’80 / ’90 prodotto da Hanna-Barbera. La particolarità di questa maschera è che è stata costruita su misura sulla mia carrozzina col propulsore di spinta (ausilio elettrico della sedia). Questa opera è stata da me ideata ma costruita dai professori e dai ragazzi del Liceo Artistico Gentileschi di Carrara lo scorso anno per partecipare al Carnevale da loro organizzato. È una fedele riproduzione dell’originale con tanto di carrozzeria, il tutto incastrato su misura sui miei ausili per la mobilità. Il costume l’ho acquistato su internet, come il mitico cane Muttley: una vera e propria icona dell’epoca, chi ha vissuto quegli anni non può non ricordare la mitica frase “Medaglia, medaglia!“. L’opera - continua Nicola- è di compensato interamente sagomata in modo da far vedere le ruote della carrozzina per far capire alle persone che sono sempre su una sedia a rotelle. Ho sfilato davanti agli hangar che contenevano i famosissimi carri del corso macherato. Ho percorso più volte il perimetro del piazzale dietro ad una macchina della Fondazione Carnevale dove c’erano le maschere di Burlamacco e altre , mi seguiva la banda e gli sbandieratori, il tutto in un’atmosfera di festa ma molto tranquilla e confidenziale: tantissimi bimbi che mi fermavamo per fare foto ma non capivano il personaggio che rappresentassi, i genitori lo spiegavano e poi erano anche loro a volersi immortalare con la mitica 00. E’ stata un’ esperienza molto stimolante perché una persona disabile, che di solito è guardata con compassione, in questo caso invece è vista con ammirazione. Questo è molto importante per far capire alla collettività che anche una persona con disabilità può fare tante cose, anzi molte di più di quelle che uno pensa, io faccio più attività di quando ero in piedi perché un trauma importante come ho subito o ti affossa moralmente o paradossalmente ti rende invulnerabile e più forte di prima come è successo a me». —
Nicola Morosini
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