Il Tirreno

commissione marmo 

Meno blocchi prodotti e meno soldi al Comune

Luca Barbieri
Meno blocchi prodotti e meno soldi al Comune

Meno tre milioni rispetto al 2018, in totale 23,8  Sale la produzione di terre, stabili le scaglie bianche

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carrara. Calano le entrate (quasi 3 milioni di euro rispetto al 2018) e cala «sensibilmente» la produzione in termini di blocchi con il dato più basso dal 2001. I dati sulla produzione del lapideo del 2019 – dicembre compreso – arrivano sul tavolo della commissione politiche per il marmo.

Due le “voci” che saltano all'occhio: le entrate per palazzo civico che scendono da 26,4 milioni di euro (2018) a poco meno di 24 milioni (23,8 per la precisione) nel 2019, tra i 18 milioni di euro per i blocchi (13,6 il contributo d'estrazione e più di 4 per il canone di concessione) e i quasi 6 milioni per il capitolo detriti. Un numero che si avvicina al dato del 2017 (poco più di 25 milioni di euro) e su cui, come spiega il vicesindaco con delega al marmo Matteo Martinelli, da piazza Due Giugno non erano andati così lontani nel bilancio previsionale.

«Guardando i dati si possono vedere i numeri del bilancio previsionale di cui discutevamo un anno fa: avevamo stimato una riduzione, come gettito del marmo, sotto i 25 milioni di euro e possiamo dire che ciò che abbiamo ipotizzato alla fine si è rivelato giusto». Diminuiscono le entrate tra 2019 e 2018, si assestano gli insoluti (1,7 milioni di euro come l'anno scorso; erano 1,2 milioni di euro nel 2017), ma scende «sensibilmente» la produzione dei blocchi di circa 60 mila tonnellate rispetto all'anno precedente. 822,7 mila tonnellate la produzione di blocchi del 2019; era poco meno di 884 mila tonnellate nel 2018; mentre per tornare indietro nel tempo i dati della pesa parlano di 931 mila nel 2017 e quasi 869 mila tonnellate nel 2016. Numeri lontani da quelli dei primi anni duemila (quando le cifre superavano il milione di tonnellate tra 2001 e 2002) e inoltre quello del 2019 è il dato più basso degli ultimi 19 anni come produzione di blocchi. Scendendo ancora di più nel dettaglio, sul medesimo fronte, i mesi in cui si registrano numeri più bassi, al netto di agosto (37 mila tonnellate), sono stati novembre e dicembre, rispettivamente quasi 52 e 53 mila tonnellate. Un calo le cui cause finiranno al vaglio di un report che sarà curato direttamente dall'ufficio marmo. Principali indiziati? Maltempo e chiusure, secondo i consiglieri. Sui tavoli della seduta ecco poi altri dati da snocciolare e su cui riflettere attorno al pianeta lapideo. Tra questi abbiamo la produzione di scaglie bianche, in linea con il trend degli ultimi anni: 1,2 milioni di tonnellate nel 2019, sceso di poco più di 50 mila tonnellate dal biennio 2017-2018, ma in aumento di 20 mila tonnellate rispetto al 2016. Unici segni più tra 2019 e 2018 quello delle scaglie scure – che passano a 764 mila tonnellate, rispetto alle 656 mila del 2018, ma lontane dai numeri degli anni passati – e quello delle scogliere: una produzione, quest'ultima, nel 2019 quasi triplicata (siamo a 17 mila tonnellate) rispetto ai due precedenti anni, ma dimezzata se si prende il dato del 2016 (quasi 33 mila).

E arriviamo infine alla questione terre con una produzione per il 2019 di 525 tonnellate. Nel 2018, ricordiamo, erano salite a 419 mila tonnellate rispetto alle 144 mila del 2017. Ma proprio come successo un anno fa Cristiano Bottici (Pd) analizza i dati e non ci sta. «Se analizziamo mese per mese notiamo che è stato confermato ciò che avevo detto un anno fa. Novembre e dicembre si sono chiusi con 4-5 mila tonnellate, siamo molto lontani dai numeri precedenti. Perché? Perché la commessa per il porto di Vado Ligure è terminata...». —

Luca Barbieri

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