Il Tirreno

l’allarme della cgil per la coop canalgrande 

«A giorni 30 lavoratori in cava rischiano il posto»

Libero Red Dolce
«A giorni 30 lavoratori in cava rischiano il posto»

Il segretario Quadrelli: «Per un rimbalzo di responsabilità tra Comune e Sovrintendenza è ferma un’autorizzazione»

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carrara. L’annuncio di un problema in arrivo per le cave. Un problema serio causato, secondo il sindacato di categoria Fillea Cgil, da un rimbalzo di responsabilità burocratiche tra Comune e Sovrintendenza. «Nei prossimi giorni ci saranno problemi occupazionali per oltre 30 lavoratori diretti delle cave e altrettanti indiretti che rischiano di essere lasciati a casa», dice il segretario Leonardo Quadrelli. E il problema riguarda la cava 95 a Fantiscritti, gestita dalla cooperativa Canalgrande.

Secondo quanto spiega Quadrelli, che più volte puntualizza che non è compito del sindacato entrare nel merito delle responsabilità , la situazione sarebbe in stand-by riguardo un tema delicato: l’articolo 167 del codice dei beni culturali e del paesaggio. Quello che ha a che fare con l’obbligo della messa in pristino in caso di violazioni. C’è stato uno sforamento in galleria e quindi l’azienda ha dovuto fare una pratica sanatoria.

Quadrelli dice di stare dalla parte dei lavoratori, super partes rispetto al resto, ma una sua posizione si legge in controluce: «Se un’azienda ha fatto tutto secondo le regole, e noi diciamo che bisogna stare dentro quei limiti ovviamente, non si capisce perché poi ci debbano essere dei rallentamenti di questo genere. Sono il genere di cose che i lavoratori non capiscono e non è l’unica situazione che ci segnalano. Parecchi procedimenti sarebbero bloccati, anche nel campo dell’edilizia, per un problema analogo. E i lavoratori magari rimangono a casa. Fanno meno rumore che quelli in cava, ma ci sono e soffrono uguale».

Sempre secondo Quadrelli tra Comune e Sovrintendenza è in corso una partita di ping pong. «Per il Comune la pronuncia effettiva spetta alla Sovrintendenza, per questi ultimi il Comune deve fornire ulteriori pareri che servono alla decisioni. In tutto questo non possono andarci di mezzo i lavoratori. Come Cgil non pensiamo che il problema sia dei dipendenti dei due enti, ma di un labirinto burocratico nel quale poi risulta difficile districarsi».

La Cgil promette attenzione sul problema. «Il Comune ci ha più volte dato prova, a noi e ai lavoratori, di interessarsi ai problemi occupazionali e ci assicura che, anche in questo caso, ha fatto tutto quanto il possibile per evitare il blocco delle cave e delle pratiche edili. Siamo naturalmente a disposizione di entrambe le istituzioni per facilitare una soluzione ma anche determinati, se questa cosa non dovesse avvenire, a difendere i lavoratori delle cave e dell’edilizia che rischiano di perdere Il posto di lavoro con tutte le azioni che riterremmo opportune».

Il vicesindaco Matteo Martinelli assicura che a palazzo Due Giugno non c’è immobilismo. «Ci siamo mossi presso la Sovrintendenza per arrivare a una soluzione su una problematica che riguarda non solo le pratiche non solo le cave, ma anche pratiche fatte da privati. A noi ci sta a cuore questa situazione, perché comprendiamo bene il disappunto dell’impresa e dei lavoratori. Abbiamo chiesto un appuntamento con la Sovrintendenza per cercare di dare delle risposte». —

Libero Red Dolce

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