Il dolore
Uno degli “amici” di Morini parente di un pentito di mafia
massa. È stato il primo dei testimoni a sfilare nella udienza di ieri pomeriggio in tribunale. Lui è uno degli “amici” di don Euro, i ragazzi che il sacerdote contattava nei siti di incontri personali.
Il giovane è arrivato sotto scorta: uno dei suoi familiari è un collaboratore di giustizia, un pentito di mafia. Per questo, come impone la delicatezza della sua posizione, ometteremo di mettere il nome.
Il giovane napoletano è stato sentito in merito a una vicenda dell’agosto del 2016. La pm Alessandra Conforti gli ha chiesto della vacanza trascorsa con Morini in un hotel vista mare a Riccione.
È stata una testimonianza molto “sofferta” piena di «non ricordo». Alla fine, grazie anche alle domande incalzanti e alle contestazioni (sulla base delle dichiarazioni rese dal giovane nel settembre di quattro anni fa) è emerso che lui e Morini si erano conosciuti in un sito di annunci personali. Don Euro si era presentato come cardiochirurgo di fama internazionale. E aveva pagato la camera nell’albergo di lusso al giovane che, all’epoca, era uno studente universitario alla facoltà di Economia e commercio.
Alle domande dirette: «Avete avuto rapporti sessuali» il giovane ha risposto con un secco no. E riguardo all’uso di stupefacenti ha precisato: «Luca mi raccontò che con un precedente fidanzato aveva avuto dei problemi legati alla cocaina. Non abbiamo fatto uso di sostanze stupefacenti».
Il testimone ha poi parlato di alcune telefonate, da parte di Morini, dopo il ritorno da Riccione. «Non mi chiese mai di avere una relazione sentimentale. Ho scoperto da una trasmissione televisiva la sua vera identità, che era un prete. Ma all’epoca non ci sentivamo già più e non ci siamo mai più sentiti: la nostra conoscenza si ferma a quei giorni trascorsi a Riccione». —
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