Il Tirreno

La ricetta sul turismo: inserire i Castelli della Lunigiana nell'itinerario della Francigena

Daniela Marzano
Un momento dell'incontro organizzato dal Rotary
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Un momento dell'incontro organizzato dal Rotary

La proposta di Valdo Spini per valorizzare il territorio e puntare al riconoscimento di patrimonio dell’umanità Unesco

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Lunigiana. La cena conviviale del Rotary Club Carrara e Massa di martedì è stata una occasione importante per un focus sul progetto di valorizzazione dei Castelli della Lunigiana. Tra gli ospiti invitati dal presidente Matteo Bertucci, l’accademico e politico Valdo Spini (ex-professore di Storia Economica all’Università di Firenze, ex-deputato ed ex-ministro dell’ambiente in due governi), accompagnato dalla consorte Mariella Zoppi, professoressa di Architettura del Paesaggio alla facoltà di Architettura di Firenze, il quale ha presentato la sua relazione dal titolo “I castelli della Lunigiana un nuovo inizio”. Oltre al segretario del Rotary Vincenzo Tongiani, presenti l’architetto Corrado Lattanzi in veste di nuovo presidente dell’Ivc (Istituto valorizzazione Castelli), Enrico Isoppi, presidente della Fondazione Crc, Andrea Baldini del Rotary Club Lunigiana, Luca Simoncini vicepresidente Cia Toscana Nord, la professoressa Giovanna Bernardini del Soroptimist e Raffaella Paoletti di Castiglione del Terziere, compagna di vita del poeta e scrittore Loris Jacopo Bonomi, depositaria di un importante lascito bibliotecario umanistico e di storia locale.

Un gruppo di esperti che ha intavolato un dibattito su quel grande patrimonio di castelli (circa 200 di cui 80 di pregio) che caratterizzano l’identità lunigianese e che, dopo aver goduto di un importante restauro, hanno bisogno adesso di una adeguata politica di fruizione, in termini turistici ed economici. Spini, tra le varie iniziative portate avanti nel corso della sua lunga stagione politica, nel 1987 è stato il promotore di una legge che ha destinato 12 miliardi per il restauro dei castelli lunigianesi. «Sono passati più di 30 anni da quella legge che avrebbe dovuto valorizzare il nostro patrimonio di castelli, che è anche abbastanza raro perché la loro massiccia presenza sul territorio è dovuta alla situazione di frazionamento dei Malaspina e alla durata del feudalesimo fino al ‘700 – racconta l’ex-onorevole - girando il territorio però mi sono trovato di fronte a molti castelli chiusi al pubblico ed è allora che mi sono reso conto che era necessario fare un ulteriore passo in avanti, anche attingendo ai fondi europei. Occorre essere capaci di attuare una politica di valorizzazione in grado di contribuire allo sviluppo economico di quelle zone, creando un itinerario che possa attirare il turismo. Anche gli agriturismi potrebbero far parte di questo percorso, offrendo una occasione ai giovani che tendono ad abbandonare quei luoghi».

Ha proseguito Valdo Spini: «Ho pensato all’Unesco, un ente che potrebbe aiutarci, rivolgendomi anche al ministero dei Beni Culturali ma non è facile ottenere un nuovo sito. Allora, ragionando con un comitato scientifico, la mossa più fattibile potrebbe essere quello di agganciarci alla via Francigena, che ha già superato il primo step per diventare patrimonio dell’umanità, e che ha due fermate ad Aulla e Pontremoli. Riuscendo ad inserire un circuito di castelli in queste tappe, potremmo entrare nella progettualità dell’Unesco. A breve avrò un incontro con l’assessore al turismo regionale Stefano Ciuoffo».

Alcune iniziative positive sono quelle che sta provando a fare la signora Paoletti, castellana di un borgo di alto valore storico a Bagnone: «Stiamo cercando di collaborare con le università, ospitando studenti che potrebbero fruire della nostra biblioteca e cercare di farne un centro polifunzionale erogatore di cultura». Poi Lattanzi ha come obiettivo quello di riuscire ad ottenere «una sinergia completa tra pubblico e privato, con tutti i Comuni finalmente uniti», mentre Baldini ha sottolineato quanto sia importante diffondere la conoscenza di queste zone con tutti i mezzi audiovisivi, potenziando anche la cartellonistica stradale e le mappe. —

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