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Sgominato il racket dei motorini rubati. Asse Livorno-Carrara: scattano tre arresti
Fondamentale la testimonianza di un 17enne coraggioso. Le indagini dei carabinieri sono arrivate ai vertici della banda
Carrara. A far scoprire una vera e propria organizzazione dedita al furto e alla ricettazione di motorini rubati è stato un ragazzino. Un 17enne carrarese, con grande coraggio e senso civico, che nel luglio scorso si era imbattuto in due persone che consegnavano degli scooter a due giovani extracomunitari. Non aveva esitato a prendere il cellulare e chiamare le forze dell’ordine. Uno degli uomini che armeggiavano intorno al container rosso parcheggiato nella zona industriale di Avenza, gli aveva sottratto il telefonino con forza. Il ragazzino non si è perso d’animo e, con l’appoggio di due amici che lo hanno accompagnato, era andato dai carabinieri.
Il ragazzo coraggioso
La sua testimonianza è stata fondamentale. I carabinieri scoprirono una vera e propria centrale di moto rubate gestita da un 34enne originario del Senegal che a tempo di record faceva prima sparire le targhe e poi smontava alcune parti meccaniche per renderle irriconoscibili. L’uomo, Code Loumne, era finito in manette per riciclaggio e ricettazione, mentre il suo complice, Maoumba Mbengue si era dato alla fuga ed era ricercato. Poi è stato preso.
L’indagine non si è fermata e, dopo una intensa attività investigativa sono scattati gli arresti (la misura è dei domiciliari) per tre livornesi: Giorgio Diamantini, classe 1978, Riccardo Ricci, del 1979 e, ancora, Federico Semeria, classe 1982.
L’indagine
I carabinieri hanno disarticolato un’organizzazione criminale dedita alla ricettazione e al successivo riciclaggio di motocicli rubati. Dopo il primo arresto in flagranza della scorsa estate, il cerchio delle indagini si è chiuso intorno agli altri quattro componenti della banda che avevano messo in piedi un vasto "giro" di veicoli rubati, destinati ad essere rivenduti sul mercato nero oppure spediti via mare all’estero una volta terminate le operazioni di riciclaggio. La banda, che faceva capo a tre livornesi, è stata individuata a seguito di una lunga e complessa attività di indagine portata a termine dai carabinieri della Stazione di Marina di Carrara. L’attività investigativa è iniziata subito dopo l’arresto di un 34enne originario del Senegal, Code Loumne, operaio nel settore del marmo e in regola con il permesso di soggiorno, che a luglio dell’anno scorso è stato “pizzicato” dai carabinieri nel piazzale di una ditta di spedizioni che si trovapoco distante dal casello autostradale. Il suo complice, Maoumba Mbengue identificato grazie al telefonino che aveva perso durante la fuga a dicembre dell’anno scorso è stato rintracciato e arrestato a Parma, dove gli è stato notificato l’ordine di carcerazione del Tribunale di Massa.
In sostanza i due extracomunitari si occupavano delle operazioni di riciclaggio, consistenti nello smantellamento dei motorini e nella spedizione dei vari pezzi e parti meccaniche, che poi venivano montati e riassemblati all’estero. Nel frattempo, però, le indagini sono proseguite su più fronti, infatti ai militari dell’Arma è toccato l’arduo compito di controllare uno ad uno, o meglio dire pezzo per pezzo, tutti i motocicli presenti nel piazzale della ditta di spedizioni di Marina, dove erano pronti per essere spediti all’interno di un container prenotato da uno dei senegalesi arrestati.
Addirittura per ricostruire i motocicli, per la maggior parte modello “Honda sh” che probabilmente era il modello più agevole per i ladri da rubare, è stato necessario scrivere alla casa madre per cercare di risalire al veicolo originari attraverso le matricole presenti sui pezzi di telaio o di motore.
Un altro filone della stessa indagine ha visto i Carabinieri impegnati nell’analisi di tutte le immagini delle telecamere di videosorveglianza installate nella zona di Fossa Maestra a Carrara. I militari dell’Arma hanno così individuato il furgone utilizzato dalla banda di ricettatori per trasportare i motocicli rubati fino al piazzale della Ditta di spedizioni, dopo di che hanno ricostruito tutto il viaggio dell’ultimo “carico” di mezzi provenienti dalla zona di Livorno, alcuni addirittura rubati lungo il tragitto, a pochi chilometri dal punto di arrivo a Marina di Carrara.
I filmati
I Carabinieri sono riusciti anche a trovare i filmati dei tre individui scesi da quel furgone per consegnare al senegalese poi tratto in arresto l’ultima “partita” di scooter rubati. Si tratta di tre italiani poi identificati grazie ai colleghi di Livorno. Dopo aver messo insieme tutte le prove acquisite, la vicenda si è conclusa lunedì mattina con l’arresto degli ultimi tre membri della banda, stessa sorte che era capitata ai due extracomunitari catturati nell’arco dei sei mesi d’indagine. Il Giudice Dario Berrino del Tribunale di Massa, che ha contestato ad ognuno di loro il reato di “ricettazione continuata in concorso”. Per tutti e tre il Giudice ha disposto gli arresti domiciliari.
La rapina
Il più giovane dei tre, Francesco Semeria dovrà rispondere anche di “rapina aggravata” ai danni del 17enne a cui di Carrara a cui aveva strappato il telefonino. —
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