Il Tirreno

in aula 

Maxi multa al locale: apprendista non in regola

L.R.D.
Maxi multa al locale: apprendista non in regola

L’ispettorato del lavoro contesta una convenzione con l’università polacca. Sanzione da 25mila euro, la proprietà fa ricorso

2 MINUTI DI LETTURA





montignoso. Per il ristorante “Il Bottaccio” i guai arrivano dalla Polonia. Una studentessa impegnata in un progetto d’interscambio, secondo la Direzione territoriale del lavoro, era illegittimamente in servizio nel locale. E ha multato la proprietà con una sanzione da 25mila euro. Anche se resta del tutto da capire se le irregolarità contestate siano effettive o se si tratti semplicemente di una valutazione errata sui documenti.

Il caso è finito di fronte al giudice del lavoro Augusto Lama e non si prospetta come molto facile. Almeno, non a confronto di questioni simili, di natura amministrativa, che affollano le aule giudiziarie italiane. Qui, per risalire alla verità, bisognerà richiedere documenti a livello internazionale per capire se di si è trattato di irregolarità o meno.

Una ragazza ucraina, proveniente però dalla Polonia, si è trovata infatti grazie a una convenzione a lavorare nel ristorante. Uno stage attivato bilateralmente dall’università dove studiava e il ristorante. Un’opportunità di crescita e di studio per una studentessa curiosa di sperimentare in prima persona la cucina italiana. E per farlo era venuta sul campo, dove le cose si apprendono meglio e con più chiarezza.

Secondo l’ispettorato però la convenzione stipulata con l’università di Poznan, dove la ragazza lavorava, non era valida, non rispettava i requisiti di legge. Secondo gli ispettori non va bene nemmeno la lettera con la quale la studentessa era stata accreditata e sostengono anche che non era stata fatta denuncia all’Inail per comunicare della presenza della ragazza. Ed è per queste ragioni che è scattata la maxi sanzione.

La ragazza laggiù faceva l’apprendista cuoca ed era stata stipulata una convenzione per mandare gli studenti. Che, secondo la difesa del ristorante, è assolutamente valida. Ed è per questo che è stato fatto ricorso.

Serviranno a questo punto delle indagini internazionali per fare chiarezza sui punti contestati. Bisognerà cercare la studentessa, innanzitutto, che è rientrata nella sua università. E bisognerà ottenere la convenzione dall’università per verificarne la veridicità.

La sanzione non è partita dalla ragazza, ma da una visita a sorpresa degli ispettori che l’hanno trovata a lavoro chiedendo poi la documentazione. Lei, di quel lavoro, non si è mai lamentata.

Il suo ruolo era di aiuto cuoca anche se quella sera, pare, fosse alla reception. Il ristorante ha fatto ricorso contro la decisione, sostenendo di avere fatto tutto in regola. Saranno sentiti anche i lavoratori. —

L.R.D.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa