Sicurezza
Approvato il regolamento per usare la sala del consiglio
Nero su bianco le modalità con cui da oggi sarà possibile prenotare la 10 Aprile Verranno fatte pagare le utenze per matrimoni ed eventi privati
massa È stato approvato in consiglio comunale il regolamento che disciplina la concessione della sala consiliare di Massa. Al termine di un acceso dibattito, lunedì, lo strumento è stato accolto favorevolmente da 21 consiglieri e, nel dettaglio, stabilisce delle regole per l'uso della sala 10 Aprile, la sala comune di palazzo civico. Il regolamento indica inoltre i poteri che ha in mano il Comune nel caso in cui intenda revocare la concessione, mette nero su bianco le situazioni in cui gli enti o le associazioni possono avvalersi della facoltà di non pagare per l'utilizzo dello spazio e infine disciplina i principi di responsabilità ai quali dovranno sottostare i cittadini che vorranno usare la sala.
Il regolamento è stato messo in discussione dal presidente del consiglio, Stefano Benedetti: «Ho voluto fortemente questo strumento – scrive in una nota Benedetti – per garantire da una parte maggiore imparzialità nell’uso e nella concessione della sala e dall’altra per farne un utilizzo più trasparente». Tra le novità vi è quella relativa alle tariffe che dovranno essere pagate da quegli enti e associazioni che non rientrano nelle categorie alle quali è riconosciuto il patrocinio gratuito della sale. «Una tariffa stabilita con delibera di Giunta Comunale – ricorda Benedetti – che sarà destinata alla copertura dei costi sostenuti dall’ente, come luce, riscaldamento, utilizzo di personale per l’apertura e la chiusura e al miglioramento del servizio». L'amministrazione si riserva il diritto di rilasciare lo spazio solo alle iniziative che possono «qualificare positivamente l'immagine dell'ente». L'ultima parola sull'utilizzo della sala spetta al presidente del consiglio che, di concerto con il sindaco, potrà prendere delle decisioni in merito. Respinti gli emendamenti del Partito Democratico che chiedevano di rimarcare i principi antifascisti all'interno del regolamento. «Una superfetazione» secondo il sindaco Francesco Persiani. «Si contesta che nel passato si doveva fare la tessera fascista – ha detto il sindaco – mentre oggi dovremmo fare la tessera del non fascista».
Camilla Palagi
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