Gioco
Altri testimoni in Procura: al setaccio i diari trovati ad Aulla
aulla. Intere pagine «fitte» di racconti. Non soltanto degli abusi sessuali che lui, il giovane uomo che li ha denunciati, avrebbe subito, da ragazzino, quando si trovava all’interno dell’ex associazione di fedeli “I Discepoli dell’Annunciazione”. Ma anche nomi. Di altri potenziali violentatori (oltre ai nove religiosi già indagati dalla Procura di Prato, sarebbero almeno quattro), ma, al tempo stesso, di “compagni”.
Ragazzini che, all’epoca dei fatti contestati (e stiamo parlando di episodi che risalirebbero agli anni compresi tra il 2008 e il 2016) frequentavano, anche loro, le tre sedi – a Prato, in Garfagnana e in Lunigiana– dell’ex associazione, sciolta dalla Santa Sede nel dicembre dello scorso anno.
E pure in questa direzione andrà ora il lavoro della Procura per riuscire a individuare quegli ex ragazzini – ormai giovani uomini – che, in passato, hanno trascorso del tempo con don Giglio Maria Gilioli e gli altri religiosi che ruotavano intorno ai “Discepoli dell’Annunciazione”.
Le indagini, insomma, proseguono ma, come precisa il procuratore di Prato, Giuseppe Nicolosi, «sono tanti, tantissimi, i testimoni da sentire».
Secondo quanto appreso, infatti, sarebbero almeno una quarantina i ragazzi che trascorrevano i loro pomeriggi (ma a volte anche periodi più lunghi) insieme a don Giglio e agli altri religiosi.
La loro testimonianza, in ogni caso, sarebbe importante per capire se, tra quelle mura, altri giovani siano stati vittima delle presunte violenze raccontate dai due fratelli più di dieci anni dopo il primo episodio.
La chiave di svolta, in sostanza, continua a essere in quei diari, scritti di proprio pugno da uno dei due ragazzi, ritrovati nella sede di Aulla dell’ex associazione, durante una perquisizione, avvenuta oltre una settimana fa, da parte della squadra mobile.
Ma l’altro nodo di questa complessa vicenda sta anche nella possibilità di utilizzare o meno, ai fini processuali, la tecnica Emdr (Eye movement desensitization and reprocessing), una sorta di seduta d’ipnosi che avrebbe consentito al giovane uomo di far riaffiorare i ricordi delle presunte violenze subite, raccontate – pare – anni prima in quelle pagine dei diari ritrovati nei giorni scorsi ad Aulla. –
Martina Trivigno
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
