Il Tirreno

L'allarmismo 

Coronavirus, effetti sul Sushi Bar: «I miei incassi sono crollati, non apro altro ristorante»

Alessandra Vivoli
Giacomo Rossi al centro e lo staff del Sushi Meshi
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Giacomo Rossi al centro e lo staff del Sushi Meshi

Giacomo Rossi, proprietario del Sushi Meshi, si sfoga: sopraffatto dai pregiudizi, a Marina di Carrara lavoro meno della metà. Congelo gli investimenti 

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CARRARA.Avrebbe dovuto aprire a marzo. Ridare lustro, e luce, ai fondi che, nella centralissima via Roma, ospitavano il “Ciao Ciao”. Ma invece Giacomo Rossi, titolare del Sushi Meshi in viale delle Pinete a Marina di Carrara, ha deciso di congelare l’investimento. E di bloccare, almeno per il momento, tutto. Il motivo? Il panico e l’allarmismo da coronavirus hanno fatto crollare gli incassi, più che dimezzato il lavoro. «Pensare a fare un grosso investimento come quello che avevo in mente per Carrara mi è impossibile» ammette Giacomo. «Non ho abbandonato l’idea di investire in via Roma - spiega - Non lascio quei fondi, ma in questo momento non me la sento di espormi visto che il locale di Marina di Carrara è quasi sempre vuoto».

il progetto

Nel 2016 Giacomo Rossi ha lanciato la sfida alle grandi catene, ai famosi "all you can eat" con il suo primo locale in via delle Pinete. Un "Sushi meshi" dove di orientale- di nazionalità filippina per la precisione - ci sono soltanto i cuochi. Per il resto questo ragazzo di Marina di Carrara ci ha messo del suo costruendo piano piano il suo successo . Nel gennaio scorso Giacomo ha raccolto una nuova sfida: portare la sua idea di sushi a Carrara, nel corso pedonale per eccellenza, in via Roma. Nei 180 metri quadrati di fondi sfitti un tempo occupati dal negozio di abbigliamento low cost Ciao Ciao.Giacomo a marzo contava di aprire il suo locale (naturalmente resterà anche quello di Marina): un Sushi Meshi Carrara. Un locale aperto a pranzo e a cena con cucina a vista, sale laterali: tutto in pieno centro. In controtendenza con le tante vetrine che si sono spente. Tutto sembrava andare per il meglio: erano stati avviati i permessi, cominciati i contatti con i fornitori.

Poi tutto si è fermato. Le vetrine dell’ex Ciao Ciao, per il momento rimarranno spente. Ed è proprio Giacomo a spiegare il perchè.

investimento bloccato

Tutto è cominciato da alcune disdette. Poi sono diventate sempre di più. Fino ad arrivare a avere, in una normale domenica sera, soltanto 11 coperti.

Giacomo Rossi ha provato sulla propria pelle cosa vuol dire e quali conseguenze abbia l’allarmismo ingiustificato legato al coronavirus.

«Nel mio locale non c’è merce o alimento che arriva dalla Cina e, comunque, è stato più volte specificato che il virus non si diffonde per via alimentare - spiega Giacomo - Non solo, i miei cuochi sono filippini: la gente continua a chiedermi se sono stati in Cina di recente».

Insomma un effetto panico che, alla lunga, ha visto scendere dal 70 fino all’80 per cento, gli incassi.

«Questo calo del lavoro è preoccupante - continua Giacomo - Non sono certo in gardo di pensare ad investimenti nuovi perché il momento è quello che è e purtroppo credo sia destinato a durare a lungo. Insomma è davvero con grande rammarico che lo dico, per me aprire in via Roma resta un grande sogno a cui non ho intenzione di rinunciare, ma tutto è rimandato». In attesa che l’allarmismo legato al diffondersi del coronavirus si plachi.

Il locale

Il Sushi Meshi Carrara doveva essere (e nel progetto rimarrà così) un locale molto grande che si svilupperà in 180 metri quadrati. Il valore aggiunto è, sulla carta, che offrirà un sushi, fatto da orientali ma gestito da un carrarese doc, che rispetto alle grandi catene è molto meno impersonale. Un sogno, quello di Giacomo, che torna chiuso nel cassetto insieme alle prospettive occupazionali che ad esso erano legate. —


 

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