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I lavoratori: «È scandalosa la decisione di non conciliare»

I lavoratori: «È scandalosa la decisione di non conciliare»

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massa. I rappresentanti dei lavoratori della Regione attaccano l’ente per i licenziamenti in seguito all’inchiesta sui “furbetti del cartellino”. In particolare criticano la volontà di non conciliare di fronte al giudice del lavoro, decisione che ritengono “scandalosa”.

«Dei 16 colleghi licenziati, infatti, 14 hanno presentato ricorso contro la decisione della Regione; per 3 di loro, a seguito dei lavori della Commissione Disciplinare si è avuta una immediata conciliazione e il ritiro del provvedimento di licenziamento, mentre per gli altri il processo va avanti», ricapitolano le Rsu.

«In molti degli 11 casi rimanenti, il Giudice in più udienze ha chiesto la disponibilità delle parti a conciliare, ed ha anche, in alcuni casi, sulla base delle risultanze processuali finora acquisite, sottolineato l'opportunità di una tale soluzione, che però la Regione, rappresentata dalla propria avvocatura, ha sempre respinto. In un caso particolare, il giudice ha perfino formalizzato l'invito alla Regione Toscana per la definizione concordata di una sanzione conservativa in sostituzione del licenziamento». Invito che la Commissione ha deciso di non accogliere.

Si rammaricano le Rsu: «Allora, è inutile che il Presidente Rossi si rammarichi della normativa Madia dicendo che questa non consente la necessaria proporzionalità e scriva per questo all'allora ministro Bongiorno quando poi la giunta, sulla base del lavoro della Commissione disciplinare, rifiuta un invito alla conciliazione promosso dal giudice del lavoro».

E accusano: «La verità è che la direzione della Regione è stata in questi anni affidata, per precisa scelta politica, a vertici amministrativi dirigisti e autoreferenziali, interessati solo ad uscire indenni da possibili conseguenze di errori da loro stessi commessi e artefici di una gestione del rapporto di lavoro sempre più restrittiva e punitiva nei confronti del personale».

«La decisione 48 (così è numerata, ndr) è una decisione a nostro avviso scandalosa; tutto il comportamento del potere regionale in questa vicenda è tipico di chi è forte con i deboli e da questa dimostrazione di forza crede di poter legittimare la propria posizione», concludono. —



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