Il Tirreno

l’appuntamento 

I fuochisti battono la pioggia Successo al falò di S. Geminiano

Riccardo Sordi
I fuochisti battono la pioggia Successo al falò di S. Geminiano

Solito strepitoso risultato da parte di entrambe le squadre impegnate La pira di 13 metri coperta con un tendone circense per preservarla dall’umido

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pontremoli. Più forti della pioggia i fuochisti del patrono. Non si può che tributare un grande applauso ai fuochisti di San Geminiano che, nonostante il tempo avverso, hanno saputo dare vita all'abituale straordinario spettacolo dell'accensione della pira sul greto del torrente Verde di fronte al ponte della Cresa.

Del resto è stata la stessa sindaca Lucia Baracchini, durante la cerimonia delle Civiche Benemerenze, ad evidenziare che ci sarebbe stata "par condicio" con i fuochisti del patrono che si trovavano una situazione atmosferica simile a quella vissuta dagli "avversari" di San Nicolò.

Ma torniamo al falò, una manifestazione di alto livello specie se rapportata alle avverse condizioni climatiche. Infatti tutta la giornata dedicata al patrono è stata accompagnata dalla pioggia. Non un "diluvio" ma comunque una precipitazione fitta ed insistente che certo non è stata di alcun aiuto (anzi) a chi sta realizzando una pira alta circa 13 metri ed ha tutta l'intenzione di farla bruciare secondo le direttive migliori per il falò: ovvero una fiamma che si alza velocemente ed in maniera uniforme, che non devia durante il momento dell'accensione e che fa poco fumo.

Insomma tutti aspetti che, con l'acqua battente e un fastidioso vento marino, non sono certo facili da realizzare. Ma i sostenitori del patrono sapevano di poter contare sull'abilità, la determinazione e "la classe" dei loro fuochisti che nel pomeriggio hanno coperto, con un tendone in stile circense, l'alta pira per proteggerla più possibile dalla forte umidità della giornata.

Una decisione saggia e che si è rivelata poi vincente alla sera, quando, terminato il Pontificale in onore del patrono, i tanti spettatori (davvero numerosi, soprattutto contando il difficile contesto meteo) si sono assiepati nei pressi del greto del Verde (chi affacciato sul ponte della Cresa, chi sul ponte Zambeccari, chi su viale Fiorini).

E infatti in tanti esprimevano dubbi (da un lato timore mentre i fuochisti avversari di San Nicolò ovviamente speranza) su come sarebbe bruciata la pira vista la forte pioggia della giornata. I dubbi si sono dissolti nell'istante in cui una ventina di fuochisti hanno circondato la catasta per appiccare il fuoco: fiamme ruggenti sono scattate verso l'alto, anche se un colpo di vento malandrino ha leggermente spostato verso il ponte della Cresa le lingue di fuoco rovinando solo lievemente lo straordinario spettacolo. E così sotto la luce delle fiamme si è materializzata una Pontremoli bella e solare affacciata sul Verde. Una Pontremoli che riscopre ancora una volta la bellezza dei falò e speriamo si lasci definitivamente alle spalle gesti irresponsabili (segnalati anche nei giorni scorsi) che invece di alimentare la sana goliardia che c'è attorno alla Disfida dei falò, rischiano di causarne la fine.

Ma al di là di questo c'è da registrare, per l'ennesima volta, un grande successo con tanta partecipazione ed interesse. Come al solito la Disfida senza vincitori ufficiali (infatti non c'è un giudice terzo) ma con entrambe le fazioni che reclamano per loro il successo. —

Riccardo Sordi

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