Gioco
«Ho fatto tutto quello che potevo per accertare la verità sulla vicenda Fu un sacerdote a parlarmene»
prato. «Io, fin dal primo momento, ho fatto il mio dovere, aprendo immediatamente un’inchiesta canonica. Adesso la magistratura è al lavoro per accertare la verità. Ma stento a credere alle accuse che vengono mosse nei confronti dei nove religiosi».
L’ex vescovo di Prato, monsignor Franco Agostinelli, dice di aver fatto tutto quello che era nelle sue possibilità per scoprire se davvero i membri della ex associazione di fedeli “I Discepoli dell’Annunciazione”, guidati da don Giglio Maria Gilioli, avessero davvero abusato di quei due giovani che, all’epoca dei fatti, avevano 10 e 15 anni. Ma precisa anche che lui, a quelle accuse nei confronti di don Giglio e i suoi, non ci crede.
«Certo – precisa l’ex vescovo di Prato – nel tempo ci sono stati, da parte della ex associazione, problemi di carattere disciplinare e, per questo, è stata soppressa dalla Santa Sede per atteggiamenti di diffidenza e distacco nei confronti dell’autorità diocesana. Ma da qui a dire che si tratti di un gruppo di pedofili c’è un abisso».
Quando chiediamo a monsignor Agostinelli perché non abbia accompagnato lui stesso i due fratelli in Procura per denunciare le presunte molestie, lui risponde: «Non appena siamo venuti a conoscenza del racconto dei ragazzi, abbiamo immediatamente avviato il nostro iter, che prevede l’apertura di un’inchiesta canonica. Abbiamo inviato la segnalazione alla Congregazione per la dottrina della fede e poco dopo è iniziato il processo canonico».
Ma, secondo quanto precisato da monsignor Agostinelli, avrebbe saputo delle presunte violenze non in prima persona, bensì per «interposta persona».
«Furono un sacerdote di Prato e un frate francescano a riferirmi quanto i due giovani avevano loro raccontato. E da lì ci mettemmo subito al lavoro. Era il giugno dello scorso anno», sottolinea.
«Ribadisco, comunque, che credo nell’innocenza di don Giglio e degli altri. I miei dubbi sulla dottrina che predicavano sono un’altra cosa», conclude l’ex vescovo di Prato. Quegli stessi dubbi che, poco più di un mese fa, hanno portato alla soppressione dell’ex associazione di fedeli “I Discepoli dell’Annunciazione” con motivazioni messe nero su bianco dalla Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata della Santa Sede. —
M. T.
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