Il Tirreno

IL FILM 

Carrara e la sua gente viste con gli occhi di una russa

I.R.
Carrara e la sua gente viste con gli occhi di una russa

Un successo la pellicola realizzata dalla regista Olga Kugaev. Trai i personaggi intervistati, don Raffaello: Dante ci metterebbe fra gli ignavi

3 MINUTI DI LETTURA





carrara. Carrara vista attraverso gli occhi di una russa. “Questa città ha un fascino particolare che vorrei far conoscere al mondo”: così Oxana Zhuravleva detta Alenina, fondatrice dell’associazione Mir (Mondo Italia Russia) e autrice del documentario “Carrara: sfida all’eternità” ha presentato insieme al regista Olga Kugaev e a Diana Azanova la prima dell’opera a una sala Garibaldi gremita, la sera di giovedì. Il film è un progetto a sei mani, scritto da Zhuravleva, Ekaterina Vikereva e Alexander Borisov, e diretto da Kugaev, fotografo e regista nativo di Novosibirsk. Alla proiezione hanno assistito sindaco Francesco De Pasquale e alcuni dei protagonisti indiscussi del film: don Raffaello Piagentini, l’inossidabile parroco del duomo, lo storico Daniele Canali, l’imprenditore Franco Barattini. Sì, perché sono le interviste realizzate da Olga e Diana ad alcuni personaggi della città a costituire il vero nerbo della pellicola: Canali, lo scultore Oliviero Bertolaso, la professoressa Marzia Dati, Barattini, la scultrice russa Aidan Salahova. Un caleidoscopio di punti di vista che ricostruiscono la storia gloriosa della città ma soprattutto riflettono su un punto: il suo declino attuale. Le loro parole sono accompagnate da riprese emozionanti delle cave, del duomo, del Carrione che scorre bianco di marmettola, di una pioggia che come un leimotiv torna continuamente a lavare le vie della città. Canali rileva la perdita di un senso di comunità,don Raffaello la denatalità, Dati la desolazione di via Roma in contrasto con la brillante movida che la caratterizzava negli anni Settanta. Salahova si rammarica che solo l’1% del marmo estratto a Carrara sia destinato alla scultura e propone che almeno lo 0,5% dell’estratto sia donato agli artisti. C’è spazio anche per le voci di giovani e giovanissimi, il loro amore per Carrara e le loro idee per ridare vita al centro storico. In conclusione scoppia un grande applauso. «Grazie delle emozioni che ci avete regalato – commenta il sindaco – non era facile fotografare la situazione della nostra città. Grazie delle suggestioni che ci avete dato su cui stiamo lavorando». «Nelle letture del problema della città i protagonisti del documentario sono discordi – osserva Canali – e questo è bellissimo. Non rassegniamoci a diventare una città come le altre. Dobbiamo riappropriarci della nostra poesia. Restituiamo spazio alle donne. Le donne hanno fatto grande Carrara, pensiamo anche solo alla rivolta del 7 Luglio del ‘44. Forse è proprio questo matriarcato a rendere i figli della nostra città così in gamba e perbene». Tocca il cuore, come sempre, don Raffaello: «Non credo nella nostra città ci sia vergogna: vedo piuttosto inerzia. Forse Dante ci metterebbe tra gli ignavi. Ho appena appreso che solo l’1% del nostro marmo viene utilizzato per creare cose belle. E almeno questo 0,5% regaliamolo agli artisti, Francesco!» esclama, in un appello accorato al sindaco. — I.R.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa