Il Tirreno

L’inquinamento 

Bonifiche, i soldi (25 milioni) ci sono ma la paura della gente resta

Luca Barbieri
Bonifiche, i soldi (25 milioni) ci sono ma la paura della gente resta

A distanza di vent’anni dalla perimetrazione del Sin ecco le date per i cantieri: i lavori al via questa primavera

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A distanza di vent'anni dalla perimetrazione del sito di interesse nazionale (Sin), tra il fiume Frigido e il Carrione, spuntano le prime date per i cantieri: una, relativa alla progettazione definitiva dei lavori, è quella della primavera del 2020; l'altra trapelata, per la fine dei cantieri, del 2025, su cui i tecnici ci vanno ancora cauti.

Le risorse per intervenire – 25,5 milioni di euro (tra regione e governo), di cui 18 per la falda – invece ci sono e sono frutto di quegli accordi di programma stipulati nel 2016 e nel 2018.

Nel mezzo restano le domande su salute, inquinamento e tempistiche dei cittadini che giovedì hanno partecipato all'incontro in Comune dove sono stati illustrati gli esiti della campagna di rilevamento e delle analisi condotte nelle aree Sin-Sir apuane, dopo la presentazione fiorentina di fine 2019.

Con l'assessore Sarah Scaletti, Stefano Mirri, funzionario della Pianificazione attività di bonifica della Regione Toscana. Di fronte cittadini, il sindaco Francesco De Pasquale, qualche consigliere di maggioranza e i sindacati.

Studi e risultati

«Lo studio ha permesso di cogliere indicazioni molto dettagliate sui livelli di contaminazione con un livello di accuratezza che mai avevamo avuto, confermando un dato – quello sull’inquinamento della falda – che già era noto», ha aperto l'assessore all'ambiente. Ma c'è di più questa volta. Sì, perché, ha fatto notare, «lo studio è andato oltre perché definisce in maniera estremamente accurata i flussi delle acque sotterranee sia in estate che in inverno. Ed è forse questa la parte più interessante di tutto il lavoro d’indagine che fornisce quindi non solo un quadro complessivo della contaminazione della falda nell’area, ma anche e soprattutto introduce un importante elemento di novità che ci obbliga a rivedere le soluzioni ipotizzate nel passato perché oggi, alla luce di questi risultati, appaiono scarsamente efficaci». La parola poi al geologo della Regione per tradurre le oltre 20mila determinazioni analitiche che sono state suddivise nella campagna tra il periodo di “magra” – livello della falda basso – e di “morbida” – viceversa –, tra il 2018 e il 2019. Dati, tecnologie, per capire come intervenire (e cosa cambiare) in fase di progettazione. E i numeri hanno confermato, come ribadito nella riunione fiorentina e dallo studio ex Icram (2008), come agenti inquinanti principali composti alifatici clorurati, alcune specie di metalli tra cui il cromo esavalente, con alcune aree con una particolare contaminazione (i cosiddetti “hotspot”). «Il nuovo quadro conoscitivo rappresenta un punto di partenza importante per il prosieguo delle attività di bonifica previste dai due accordi di programma sottoscritti nel 2016 e nel 2018 che complessivamente hanno messo a disposizione per la bonifica della falda circa 18 milioni di euro. È un quadro conoscitivo che accogliamo con una visione di prospettiva, sapendo che le attività non si fermeranno qui proprio perché, diversamente dal passato, possiamo contare su risorse disponibili», ha sottolineato ancora l'assessore. In primavera è attesa la progettazione di Sogesid Spa (società “in house” del ministero dell'Ambiente che è il soggetto attuatore degli interventi); entro il 2025 i lavori, secondo una prima stima trapelata, anche se per avere una tempistica circoscritta e precisa bisognerà aspettare la fine della progettazione.

Le preoccupazioni

Varie le domande dai cittadini presenti in sala. Un paio, su tutti, i temi più battuti. Il primo, inevitabilmente, quello della salute; il secondo sui tempi dei lavori, visto che le bonifiche della zona sono diventate ormai una delle questioni annose del territorio apuano. Sul primo fronte è stato annunciato un nuovo studio – coordinato da Regione Toscana, i comuni di Massa, Carrara, Livorno, Collesavetti, Piombino, Orbetello, le aziende sanitarie, l’Agenzia regionale di Sanità, l’Istituto per lo studio, la prevenzione e la rete oncologica (Ispro), l’Istituto di fisiologia clinica del Cnr di Pisa (Ifc) – che dovrebbe aggiornare quello “Sentieri” pubblicato nel 2010, per capire le correlazioni tra ambiente e malattie. Poi la richiesta del Registro tumori che ancora manca. Sul secondo capitolo (i tempi) la chiosa è stata affidata a Mirri: «Monitoriamo con incontri semestrali qui con i cittadini gli aggiornamenti che ci saranno». «Come presidente della commissione ambiente manterrò sempre alta l’attenzione su questo tema e sull'andamento dei lavori», ha assicurato il presidente della commissione ambiente Montesarchio. —

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