Sicurezza
Multe di 2.440 e mille euro a due negozi «Così diventa difficile andare avanti»
Nel centro di tatuaggi spunta un cartello di protesta nei confronti dell’amministrazione Persiani: «Ho pagato il pizzo»
MASSA. C'è chi pensa di presentare ricorso e chi quella multa ultra-salata l'ha già pagata perché voleva togliersi subito il dente. E chi attende di incontrare il sindaco prima di manifestare pubblicamente tutta la propria indignazione. Ma l'amaro in bocca ai 237 negozianti che sono stati multati nel 2019 dalla Polizia Municipale non lo leva proprio nessuno. Dura lex sed lex, direbbe qualcuno. Tra le violazioni più frequenti incontrate dal corpo di polizia municipale a Massa ci sono quelle legate ai prezzari non visibili e all'assenza dell'indicazione del divieto di fumo.
2.440 euro di multa
Laura Fruzzetti, titolare del negozio di abbigliamento per bambini "Mamma m’ adora", il 30 dicembre 2019 ha ricevuto tre multe per un totale da pagare di 2 mila 440 euro. «Non vorrei essere polemica – racconta - però ho un negozio di abbigliamento per bambini. Era così necessario farmi una multa di mille euro per l'assenza del cartello di divieto di fumo all'interno del mio negozio?».
«Sono sincera, era da qualche giorno che all'ingresso si leggeva il cartellino "vetrina in allestimento". Ma dopo natale è normale per un esercizio commerciale. Invece ho scoperto quel cartellino non possiamo più scriverlo. E oltre a quello, sono stata multata per non aver esposto gli orari di apertura del negozio. Alla fine della fiera devo pagare 2.440 euro. Ma prima di farlo voglio parlare con il sindaco». E fargli presente quanto accaduto: «Quel giorno sono entrati in tre nel mio negozio. Sembrava un vero e proprio blitz, oltretutto il 30 di dicembre. Io credo che un criminale venga trattato meglio di così. Dopo qualche giorno dalla visita ho provato a contattare l'amministrazione perché volevo parlare con il sindaco. La mia domanda è: i 130 mila euro destinati ai commercianti per il rilancio del settore, ha intenzione di raccoglierli grazie alle multe che intende fare agli stessi commercianti?».
un altro caso
Susanna Basilico, titolare di Tattoo shop in via Galileo Galilei a pochi giorni dalla multa, fuori dal suo negozio ha esposto un cartellone: "Caro Persiani è così che aiuti il commercio a Massa?". «Hanno fatto un controllo, è risultato che il cartello del divieto di fumo non era sufficientemente visibile dall'ingresso e mancavano i prezzi relativi ai piercing». Totale della multa: 1100 euro. «Ho provato a spiegare che non è semplice prezzare ogni piercing ma non c'è stato niente da fare. Dopo qualche settimana ho ricevuto la multa in cui c'è scritto che volendo si può parlare con il sindaco così ho chiamato la sua segretaria che mi ha detto che non si può scomodare il primo cittadino per una multa. Un giorno l'ho incontrato per strada e gli ho fatto presente la questione proprio mentre parlavo il sindaco si è girato e se ne è andato». «Ho provato a iniziare l'iter per rateizzare la sanzione, ma per farlo dovevo certificare una serie infinita di condizioni. E infine le rate le avrebbero stabilite loro. Quindi ho rinunciato. E alla fine ho ceduto: ho pagato». —
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