Il Tirreno

il 5 febbraio 

Cappato e Mina Welby in corte d’assise a Massa

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Massa. Il prossimo 5 febbraio, Marco Cappato e Mina Welby, copresidente dell'associazione Luca Coscioni, saranno imputati davanti alla Corte d'Assise di Massa, per l'aiuto fornito a Davide Trentini, 53 anni, malato di sclerosi multipla dal 1993, accompagnato dai due oltre il confine italiano, dove ha ottenuto il suicidio assistito il 13 aprile 2017. «Nel caso di Fabiano Antoniani (Dj Fabo, ndr) - spiega Cappato - l'assoluzione riguardava una persona che era 'attaccata a una macchina'. Non era, invece, il caso di Davide Trentini. Dunque, se il parlamento non dovesse intervenire nel frattempo, bisognerà comprendere a quale tipo di decisione vorranno arrivare il giudice o, eventualmente, la Corte costituzionale". Quello di Davide Trentini, ammette Cappato, "è un caso del tutto aperto. Naturalmente, avendo fatto con Mina Welby un'azione di disobbedienza civile, siamo convinti di aver fatto il nostro dovere. E lo abbiamo fatto nel pieno rispetto di quello che la magistratura dovrà poi decidere. Siamo stati noi ad autodenunciarci e, quindi, lo abbiamo fatto per sottoporci alla decisione dei giudici". Sul tema dell'eutanasia, secondo l'esponente dell'associazione Luca Coscioni, "l'opinione pubblica è pronta da un sacco di tempo. E' la politica che non ci arriva, perchè i politici hanno paura di temi che non possono essere usati strumentalmente, ma sui quali ciascuno deve fare i conti con la propria coscienza davanti all'opinione pubblica". —



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